♦Preghiera

 

♦Meditazioni e Riflessioni su:

 ♦Madre Teresa un modello della Divina Misericordia in pratica

 

DIVINA MISERICORDIA

“ Ho visto Gesù”

 

Martedì, 3 aprile 2007, angelo Casimiro è un novizio del Seminario mariano a Washington, D.C. e sta svolgendo un’attività di volontariato con le Missionarie della Carità, una volta alla settimana.

 

 

 

Prima di entrare nel periodo santo della quaresima, mi è stato detto che avrei dovuto svolgere un lavoro di volontariato con le Missionarie della Carità, una volta alla settimana. Il mio pensiero si rivolse subito alla Beata Madre Teresa di Calcutta, la fondatrice delle Missionarie della Carità.

 

Un paio d’anni fa, un amico mi diede un video documentario intitolato  Mother Teresa. The legacy (Madre Teresa: La sua eredità spirituale). Dopo aver assistito al documentario, ero in lacrime. Mi sembrava quasi di essere stato visitato di persona da quella santa donna. A causa della mia devozione a santa Teresa di Lisieux, mi ha fatto piacere conoscere che la beata madre Teresa aveva preso da lei il suo nome religioso. Non solo aveva preso il suo nome, ma anche aveva praticato fedelmente il suo“Piccolo Cammino di Fiducia e Amore” e l’aveva trasformato in azione.

 

Cominciò la Quaresima e io iniziai a visitare le Missionarie della Carità ogni martedì mattina. Le suore hanno una casa in Washington D.C., chiamata ‘Dono di pace’, dove servono i moribondi di malattie terminali. Il mio compito era quello di spazzare e lavare i pavimenti dei dormitorio e dei corridoi. A pranzo, aiutavo a servire i piatti, a lavare le pentole e a riordinare la cucina.

 

Il lavoro non era molto diverso da quello che avevo fatto come novizio al Seminario Mariano. La Beata Madre Teresa diceva che “non è tanto quanto facciamo o quanto importanti siano le nostre opere,ma quanto amore mettiamo nel farle, di conseguenza ho adottato il motto ”fare piccole cose con grande amore”.

 

Il condividere il lavoro delle Missionarie della Carità durante la Quaresima mi ha reso quanto mai sensibile al mistero della sofferenza. Mi sono immedesimato con gli ospiti del “Dono della Pace” e ho spesso riflettuto su come mi sarei sentito se fossi stato in procinto di morire con una malattia terminale. Nel momento della sofferenza ogni essere umano sente il bisogno di sentirsi amato e confortato da un’altra persona, specialmente da Dio. Dio è amore e ci rivela il suo amore e ci consola attraverso un’altra persona. Pertanto, sono stato incoraggiato ad osservare alcuni posters appesi alla parete dove sono elencati i nomi di tutti coloro che, grazie alla tenerezza delle suore, sono morti nell’abbraccio di Gesù e di Maria.

 

La Beata Madre Teresa ha detto che la sofferenza in se stessa non ha valore, ma il più grande dono di cui possiamo godere è la possibilità di partecipare alla Passione di Cristo. In ogni cappella delle Missionarie della Carità si trova un crocifisso con accanto le parole “Ho sete”. La missione della Beata Madre Teresa era quella di placare la sete di Cristo per le anime nei più poveri tra i poveri, missione che viene realizzata attraverso un amore che si traduce in azione. – “Il sorriso degli occhi, il sorriso del volto, il modo in cui tocchi la gente e il modo in cui dai loro qualcosa.”

 

Quando ho cominciato a stare con le Missionarie della Carità, mi avevano detto di essere preparato a vedere Gesù, proprio quando meno me lo sarei aspettato. Tutte le suore irradiano così tanta gioia e amore che non è difficile vedere Cristo in loro. Ma, ciò che mi ha preso di sorpresa è stato il riconoscere la presenza di Gesù in uno degli ospiti.

 

Mentre stavo attraversando uno dei dormitori, ho visto un uomo malato, sdraiato sul suo letto. Soffriva terribilmente, ma non ostante ciò irradiava tanta pace. Per un istante brevissimo, ho visto Gesù, non in modo fisico, ma con gli occhi della fede. Mi sono ricordato di una scena del film “La Passione, in cui Gesù abbraccia la sua croce, e irradiava la stessa pace.

 

La Beata Madre Teresa ha detto, “Quando ti accorgi di quella presenza, allora ti rendi conto di chi stai toccando, chi stai amando, chi stai servendo. E’ Gesù”. Possiamo vedere Gesù l’uno nell’altro, se soltanto ci soffermiamo un istante a guardare.

 

In un’altra occasione ho visto Gesù: ho visto Gesù in uno dei volontari mentre stava assistendo un ospite. Mi fece tornare alla mente la parabola del Buon Samaritano, e di come il Signore sia sempre spiritualmente presente, pronto a curare le nostre ferite e a farci recuperare la nostra buona salute. Questo avviene con il Sacramento della Riconciliazione, e serve per ricordarci il messaggio della Divina Misericordia.

 

Il mio impegno come volontario con le Missionarie della Carità mi ha fatto sentire a disagio nella mia vita troppo comoda, e sono grato a Dio di avermi usato come uno strumento per i suoi piani. Mi ricordo di come Madre Teresa descriveva se stessa, “una piccola matita nelle mani di Dio”.

Poi aggiunse, “Sono certa che quando lascerò questo mondo, se Dio troverà una persona più ignorante e più inutile di me, farà cose ancora più grandi attraverso quella persona, perché questo lavoro è Suo.

 

Rimanendo in quello spirito, prego che Dio mi voglia usare in qualsiasi modo Lui desideri per servirlo come un religioso Mariano. Possa anche concedermi gli occhi della fede per riconoscere la presenza di Gesù nelle persone che servo.

 

Angelo Casimiro è un novizio del seminario Mariano in Washington, D.C.. Spera di poter prendere i suoi primi voti come religioso Mariano, dopo aver completato l’ anno di noviziato.

 

Angelo Casimiro.

 

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