Riguardo a Missionarie della Carità

La famiglia spirituale fondato da Madre Teresa

   Lettere delle  Superiori Generali

Sr. Prema, MC

 

Pasqua

Natale

Calcutta, Casa Madre

Pasqua, 2019

 

 

Miei cari Collaboratori, Attivi, Sofferenti, Laici Missionari della Carità, membri del Movimento “Ho sete”, Volontari

 

Una Felice Pasqua a voi, alle vostre famiglie e a tutti i vostri cari! Possa la pace e la gioia del Cristo Risorto assorbire qualsiasi tenebra che opprime il vostro cuore e la vostra mente.

 

Recentemente un giovane volontario nella Casa Madre mi ha chiesto, “E’ volontà di Dio che dei bambini nascano con un handicap? E’ volontà di Dio che un innocente debba soffrire?”. I nostri giovani sono confusi ed inquieti. Quando vengono a contatto con i nostri poveri che soffrono a causa di tante malattie, a causa della povertà, della privazione, del rifiuto da parte della società, sperimentano inquietudine, ira, tristezza e impotenza. Si chiedono, “Perché?”. Il mondo suggerisce, attraverso la pubblicità, che il piacere, la buona salute, le proprie capacità, la ricchezza e il successo sono le sorgenti di quella felicità che tutti ardentemente desideriamo. La sofferenza è considerata un male da evitare e da eliminare ad ogni costo dalla vita di una persona, persino quando comporti la possibilità di recare un danno notevole a se stessi o ad altri.

I volontari osservano la gioia e la dedicazione con cui le suore, i fratelli e i padri offrono se stessi nel servizio dei poveri un giorno dopo l’altro. Le loro domande sorgono da una sincera ricerca del profondo significato della vita e dal loro ardente desiderio di giungere alla conoscenza che Dio esiste, che li conosce personalmente e che li ama.

Coloro che ricevono la luce della fede, credono:

-che Dio è onnipotente e che ha il potere di mettere fine al male

-che Dio è onnisciente e che nessun male può essergli tenuto nascosto

-che Dio è amore e che nei piani misteriosi della sua divina provvidenza, può trarre dal male un bene più grande.

Preghiamo per coloro che ancora stanno cercando

-affinché i loro cuori siano aperti a ricevere il dono della fede, che li libererà dalla preoccupazione eccessiva di se stessi

-affinché possano incontrare Dio, il quale li accetta e promette loro un amore autentico e indistruttibile

-affinché possano entrare in una relazione personale con Gesù, in modo da poter conoscere ed essere conosciuti, poter amare ed essere amati, poter ricevere il suo perdono e anche la grazia di sapere perdonare agli altri.

“Egli è colui che sempre ti accetta, anche quando non sei accettato dagli altri e, a volte, persino anche da te stesso.” (Madre Teresa)

 

La nostra Madre era piena di gratitudine per la chiamata di Gesù ad appartenere totalmente a Lui e ad essere preziosa ai suoi occhi. Il modo in cui diede a Gesù il permesso di amarla era quello di accettare dalle Sue mani qualsiasi cosa, la sofferenza inclusa, con un gran sorriso; dal momento che era Gesù ad offrirgliela, doveva essere qualcosa di buono. La Madre con coraggio ha accettato una vita piena di difficoltà e di privazioni, come un privilegio dovuto alla sua unione tanto intima con Gesù che arrivava a baciarla. La reverenza e la tenerezza della Madre nella Cappella e nel suo atteggiamento verso i poveri è la prova della sua convinzione che Gesù fosse presente nell’Eucarestia e nei poveri. La Madre era così libera da poter dipendere totalmente dalla Provvidenza di Dio per tutte le sue necessità. Con gioia si è data completamente e di tutto cuore al servizio dei poveri, senza cercare alcun riconoscimento.

 

Mediante la sua vita e la sua opera, la Madre ha risposto alla domanda, “E’ volontà di Dio che un innocente debba soffrire?”. Dio è Amore e vuole che ogni persona viva e conosca quanto preziosa sia per Lui. Ogni lacrima lo spinge alla compassione ed Egli fa in modo di trasformarla in gioia e in un beneficio maggiore per quella persona, in questa vita e nell’ eternità, a condizione che accetti la redenzione ottenuta da Gesù per noi tutti sulla croce. La croce rimane una pietra che ostacola il cammino e una follia per il mondo, ma per coloro che appartengono a Gesù, la croce è la prova dell’amore più grande, è la nostra salvezza e la promessa della felicità eterna.

L’anno scorso, una delle nostre suore ha accettato con grande coraggio la sofferenza causata da un tumore. L’infermiera le aveva chiesto, “Credi veramente che la sofferenza sia meritoria?” Rispose, “La sofferenza per se stessa non è meritoria, ma l’amore con cui soffriamo è meritorio.” Prego che la nostra Madre ci aiuti a crescere in un’unione intima con Gesù. Egli libererà i nostri cuori e le nostre menti dalla paura della sofferenza e della morte, così che anche le nostre vite, come quella della Madre, possano testimoniare che Dio è Amore e che è capace di trasformare ogni cosa per il nostro bene.

 

Padre Tom Uzhunnalilh, SDB è stato catturato il 4 marzo 2016 in Yemen dai terroristi che hanno ucciso quattro delle nostre suore. E’ stato liberato il 12 settembre 2017 in Oman, dopo 557 giorni di prigionia. Il 26 febbraio 2018 Padre Tom ha celebrato la Santa Messa nella Cappella della nostra Casa Madre a Calcutta, di fronte ad una folla numerosa composta dai Missionari della Carità e dai loro amici. Il racconto della cattura e prigionia di Padre Tom è stato una testimonianza di una accettazione serena della volontà di Dio di fronte alla insicurezza e al pericolo di vita. Affidando con amore a Dio il suo destino, ha continuato a vivere, giorno dopo giorno, dedicando molto del suo tempo alla preghiera e perdonando coloro che lo avevano catturato.

 

La mia preghiera per voi è che Dio conceda a voi, alle vostre famiglie e ai vostri cari la grazia di rallegrarvi sempre nel Suo amore e nella Sua bontà, anche nei momenti di difficoltà e di sofferenza.

 

Dio vi benedica

Sr. M. Prema, MC

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Calcutta, Casa Madre

Natale, 2019

 

 

 

Cari collaboratori, Attivi e Sofferenti, Missionari Laici della Carità, Membri del Movimento “Ho sete”, Volontari,

 

In questi tempi di tenebre, di persecuzione e di impurità, invochiamo Gesù che venga presto in mezzo a noi e  prepariamoci a questo evento, vivendo in comunione con il Purissimo Cuore di Maria nostra Madre, in profonda  adorazione.

 

 Di fronte al Mistero dell’Incarnazione, di fronte a Gesù, Figlio di Dio e Figlio di Maria, la nostra risposta non può essere che l’ adorazione. Quando Dio invia il suo primogenito al mondo, dice: “Che tutti gli angeli di Dio lo adorino.” Ebrei: 1, 6. I Magi vennero ad adorare Colui che giaceva in una mangiatoia. Lo videro, credettero e senza esitare, adorarono in pura fede la Divinità nascosta di Gesù. Maria e Giuseppe erano consapevoli che questo piccolo era stato concepito dallo Spirito Santo e lo adorarono, amandolo intensamente e servendolo con reverenza.

 

Durante questo tempo di Avvento, imploriamo Dio incessantemente, affinchè ci conceda:

- la grazia di rimanere,  con consapevole attenzione, alla presenza di questo ‘sempre più grande Dio’, aprendo i nostri cuori in gioiosa attesa  del mistero della nascita di Cristo;

- la grazia di farci umili come Maria, che è consapevole di essere un nulla di fronte al suo Creatore e di adorare con lei Gesù, il suo Piccolo appena nato. Adorare significa dire: “Tu sei grande, io sono un nulla”.

 

- il dono della virtù della religione, che si esprime nell’adorazione, e che ci libera dal pericolo di fare di noi stessi il centro di attenzione , ci libera dalla schiavitù del peccato e dell’idolatria del mondo, Cfr. CCC 2097. L’adorazione ci costringe a toglierci la nostra maschera e a presentarci davanti a Dio così come siamo.

 

- la grazia di adorare e di sintonizzare i nostri cuori con la Volontà di Dio e la Sua Provvidenza, convinti che la Volontà di Dio  è ‘amore’ nella sua origine, nella sua realizzazione e nella sua ricompensa. Questa convinzione ci permette di accettare sia gli eventi  felici che quelli dolorosi con speranza e serenità.

 

- il dono del fuoco dell’Amore Divino, capace di purificare le nostre anime, eliminando  tutto ciò che sia incompatibile con la santità di Dio e trasformandole  nel fuoco d’amore di Gesù. Quando adoriamo Dio ci accorgiamo della necessità che abbiamo di Lui, perchè diventiamo più che mai consapevoli di essere peccatori, figlie e figli, sorelle e fratelli del nostro prossimo, sopratttutto dei più deboli.

 

- il dono di un cuore  che adora  con amore ardente Dio e il prossimo, un cuore soddisfatto di rimanere in silenzio e in tranquillità in sua presenza, un cuore preoccupato solo di amare Dio e di riceverne il suo amore.

 

Inginocchiati accanto a Maria, nostra Madre, impareremo da lei ad adorare Gesù in spirito e verità, in  sincerità. Facciamo nostri l’intenzione e il desiderio di riparare alle bestemmie, all’indifferenza e alla freddezza che oltraggiano la Divinità di Cristo con un aumento di adorazione, reverenza e abbandono alla sua volontà. Facciamo delle nostre vite un atto di adorazione continua. Insieme a tutte le creature del cielo e della terra, alziamo i nostri cuori e le nostre voci: “Poichè Tu solo sei Santo, Tu solo Dio,  Tu solo Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo nella gloria di Dio Padre. Amen!”

 

In ottobre, mi sono incontrata con la nostra suora in Ranchi, India che era stata accusata di aver partecipato nel traffico di minorenni. Mi ha chiesto di ringraziare tutti coloro che hanno offerto sacrifici e pregato per lei. Per favore, continuate a ricordarla nelle vostre preghiere. Ricordate anche le nostre suore in Yemen e in Venezuela che continuano a soffrire a causa delle condizioni instabili di questi paesi.

 

Insieme a tutte le mie suore, auguro a voi e alle vostre care famiglie la gioia e la pace profonde di Dio per il prossimo Natale e le sue grazie e benedizioni abbondanti per  il Nuovo Anno 2020. Per favore, vi chiedo anche di ricordarmi nelle vostre preghiere.

 

 

 

Dio vi benedica

Sr. M. Prema, MC

 

 

 

 

 

 

Testo © Mother Teresa Center of the Missionaries of Charity

 

 

 

 

♦Suore Attivi   ♦Suore  Contemplativi

♦Fratelli  Attivi   ♦Fratelli  Contemplativi

♦Padri

♦Movimento per Sacerdoti Corpus Christi

♦Collaboratori e i collaboratori ammalati e sofferenti

♦Volontari di Madre Teresa

 ♦ Missionari Laici della Carità (LMC)

Lettere ai Collaboratori,

Collaboratori malati e sofferenti,

al Movimento dei Laici

e ai volontari

Statistiche 2015

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Testo © Mother Teresa Center of the Missionaries of Charity

 

 

 

 

Statistiche 2015

 

♦Suore Attivi   ♦Suore  Contemplativi

♦Fratelli  Attivi   ♦Fratelli  Contemplativi

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♦Collaboratori e i collaboratori ammalati e sofferenti

♦Volontari di Madre Teresa

 ♦ Missionari Laici della Carità (LMC)

 

 

 

 

 

 

 

 

Testo © Mother Teresa Center of the Missionaries of Charity

 

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3835 National Avenue

San Diego, CA 92113

USA

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mtc@motherteresa.org

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Pasqua

Natale

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Pasqua, 2019

 

 

Miei cari Collaboratori, Attivi, Sofferenti, Laici Missionari della Carità, membri del Movimento “Ho sete”, Volontari

 

Una Felice Pasqua a voi, alle vostre famiglie e a tutti i vostri cari! Possa la pace e la gioia del Cristo Risorto assorbire qualsiasi tenebra che opprime il vostro cuore e la vostra mente.

 

Recentemente un giovane volontario nella Casa Madre mi ha chiesto, “E’ volontà di Dio che dei bambini nascano con un handicap? E’ volontà di Dio che un innocente debba soffrire?”. I nostri giovani sono confusi ed inquieti. Quando vengono a contatto con i nostri poveri che soffrono a causa di tante malattie, a causa della povertà, della privazione, del rifiuto da parte della società, sperimentano inquietudine, ira, tristezza e impotenza. Si chiedono, “Perché?”. Il mondo suggerisce, attraverso la pubblicità, che il piacere, la buona salute, le proprie capacità, la ricchezza e il successo sono le sorgenti di quella felicità che tutti ardentemente desideriamo. La sofferenza è considerata un male da evitare e da eliminare ad ogni costo dalla vita di una persona, persino quando comporti la possibilità di recare un danno notevole a se stessi o ad altri.

I volontari osservano la gioia e la dedicazione con cui le suore, i fratelli e i padri offrono se stessi nel servizio dei poveri un giorno dopo l’altro. Le loro domande sorgono da una sincera ricerca del profondo significato della vita e dal loro ardente desiderio di giungere alla conoscenza che Dio esiste, che li conosce personalmente e che li ama.

Coloro che ricevono la luce della fede, credono:

-che Dio è onnipotente e che ha il potere di mettere fine al male

-che Dio è onnisciente e che nessun male può essergli tenuto nascosto

-che Dio è amore e che nei piani misteriosi della sua divina provvidenza, può trarre dal male un bene più grande.

Preghiamo per coloro che ancora stanno cercando

-affinché i loro cuori siano aperti a ricevere il dono della fede, che li libererà dalla preoccupazione eccessiva di se stessi

-affinché possano incontrare Dio, il quale li accetta e promette loro un amore autentico e indistruttibile

-affinché possano entrare in una relazione personale con Gesù, in modo da poter conoscere ed essere conosciuti, poter amare ed essere amati, poter ricevere il suo perdono e anche la grazia di sapere perdonare agli altri.

“Egli è colui che sempre ti accetta, anche quando non sei accettato dagli altri e, a volte, persino anche da te stesso.” (Madre Teresa)

 

La nostra Madre era piena di gratitudine per la chiamata di Gesù ad appartenere totalmente a Lui e ad essere preziosa ai suoi occhi. Il modo in cui diede a Gesù il permesso di amarla era quello di accettare dalle Sue mani qualsiasi cosa, la sofferenza inclusa, con un gran sorriso; dal momento che era Gesù ad offrirgliela, doveva essere qualcosa di buono. La Madre con coraggio ha accettato una vita piena di difficoltà e di privazioni, come un privilegio dovuto alla sua unione tanto intima con Gesù che arrivava a baciarla. La reverenza e la tenerezza della Madre nella Cappella e nel suo atteggiamento verso i poveri è la prova della sua convinzione che Gesù fosse presente nell’Eucarestia e nei poveri. La Madre era così libera da poter dipendere totalmente dalla Provvidenza di Dio per tutte le sue necessità. Con gioia si è data completamente e di tutto cuore al servizio dei poveri, senza cercare alcun riconoscimento.

 

Mediante la sua vita e la sua opera, la Madre ha risposto alla domanda, “E’ volontà di Dio che un innocente debba soffrire?”. Dio è Amore e vuole che ogni persona viva e conosca quanto preziosa sia per Lui. Ogni lacrima lo spinge alla compassione ed Egli fa in modo di trasformarla in gioia e in un beneficio maggiore per quella persona, in questa vita e nell’ eternità, a condizione che accetti la redenzione ottenuta da Gesù per noi tutti sulla croce. La croce rimane una pietra che ostacola il cammino e una follia per il mondo, ma per coloro che appartengono a Gesù, la croce è la prova dell’amore più grande, è la nostra salvezza e la promessa della felicità eterna.

L’anno scorso, una delle nostre suore ha accettato con grande coraggio la sofferenza causata da un tumore. L’infermiera le aveva chiesto, “Credi veramente che la sofferenza sia meritoria?” Rispose, “La sofferenza per se stessa non è meritoria, ma l’amore con cui soffriamo è meritorio.” Prego che la nostra Madre ci aiuti a crescere in un’unione intima con Gesù. Egli libererà i nostri cuori e le nostre menti dalla paura della sofferenza e della morte, così che anche le nostre vite, come quella della Madre, possano testimoniare che Dio è Amore e che è capace di trasformare ogni cosa per il nostro bene.

 

Padre Tom Uzhunnalilh, SDB è stato catturato il 4 marzo 2016 in Yemen dai terroristi che hanno ucciso quattro delle nostre suore. E’ stato liberato il 12 settembre 2017 in Oman, dopo 557 giorni di prigionia. Il 26 febbraio 2018 Padre Tom ha celebrato la Santa Messa nella Cappella della nostra Casa Madre a Calcutta, di fronte ad una folla numerosa composta dai Missionari della Carità e dai loro amici. Il racconto della cattura e prigionia di Padre Tom è stato una testimonianza di una accettazione serena della volontà di Dio di fronte alla insicurezza e al pericolo di vita. Affidando con amore a Dio il suo destino, ha continuato a vivere, giorno dopo giorno, dedicando molto del suo tempo alla preghiera e perdonando coloro che lo avevano catturato.

 

La mia preghiera per voi è che Dio conceda a voi, alle vostre famiglie e ai vostri cari la grazia di rallegrarvi sempre nel Suo amore e nella Sua bontà, anche nei momenti di difficoltà e di sofferenza.

 

Dio vi benedica

Sr. M. Prema, MC

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Calcutta, Casa Madre

Natale, 2019

 

 

 

Cari collaboratori, Attivi e Sofferenti, Missionari Laici della Carità, Membri del Movimento “Ho sete”, Volontari,

 

In questi tempi di tenebre, di persecuzione e di impurità, invochiamo Gesù che venga presto in mezzo a noi e  prepariamoci a questo evento, vivendo in comunione con il Purissimo Cuore di Maria nostra Madre, in profonda  adorazione.

 

 Di fronte al Mistero dell’Incarnazione, di fronte a Gesù, Figlio di Dio e Figlio di Maria, la nostra risposta non può essere che l’ adorazione. Quando Dio invia il suo primogenito al mondo, dice: “Che tutti gli angeli di Dio lo adorino.” Ebrei: 1, 6. I Magi vennero ad adorare Colui che giaceva in una mangiatoia. Lo videro, credettero e senza esitare, adorarono in pura fede la Divinità nascosta di Gesù. Maria e Giuseppe erano consapevoli che questo piccolo era stato concepito dallo Spirito Santo e lo adorarono, amandolo intensamente e servendolo con reverenza.

 

Durante questo tempo di Avvento, imploriamo Dio incessantemente, affinchè ci conceda:

- la grazia di rimanere,  con consapevole attenzione, alla presenza di questo ‘sempre più grande Dio’, aprendo i nostri cuori in gioiosa attesa  del mistero della nascita di Cristo;

- la grazia di farci umili come Maria, che è consapevole di essere un nulla di fronte al suo Creatore e di adorare con lei Gesù, il suo Piccolo appena nato. Adorare significa dire: “Tu sei grande, io sono un nulla”.

 

- il dono della virtù della religione, che si esprime nell’adorazione, e che ci libera dal pericolo di fare di noi stessi il centro di attenzione , ci libera dalla schiavitù del peccato e dell’idolatria del mondo, Cfr. CCC 2097. L’adorazione ci costringe a toglierci la nostra maschera e a presentarci davanti a Dio così come siamo.

 

- la grazia di adorare e di sintonizzare i nostri cuori con la Volontà di Dio e la Sua Provvidenza, convinti che la Volontà di Dio  è ‘amore’ nella sua origine, nella sua realizzazione e nella sua ricompensa. Questa convinzione ci permette di accettare sia gli eventi  felici che quelli dolorosi con speranza e serenità.

 

- il dono del fuoco dell’Amore Divino, capace di purificare le nostre anime, eliminando  tutto ciò che sia incompatibile con la santità di Dio e trasformandole  nel fuoco d’amore di Gesù. Quando adoriamo Dio ci accorgiamo della necessità che abbiamo di Lui, perchè diventiamo più che mai consapevoli di essere peccatori, figlie e figli, sorelle e fratelli del nostro prossimo, sopratttutto dei più deboli.

 

- il dono di un cuore  che adora  con amore ardente Dio e il prossimo, un cuore soddisfatto di rimanere in silenzio e in tranquillità in sua presenza, un cuore preoccupato solo di amare Dio e di riceverne il suo amore.

 

Inginocchiati accanto a Maria, nostra Madre, impareremo da lei ad adorare Gesù in spirito e verità, in  sincerità. Facciamo nostri l’intenzione e il desiderio di riparare alle bestemmie, all’indifferenza e alla freddezza che oltraggiano la Divinità di Cristo con un aumento di adorazione, reverenza e abbandono alla sua volontà. Facciamo delle nostre vite un atto di adorazione continua. Insieme a tutte le creature del cielo e della terra, alziamo i nostri cuori e le nostre voci: “Poichè Tu solo sei Santo, Tu solo Dio,  Tu solo Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo nella gloria di Dio Padre. Amen!”

 

In ottobre, mi sono incontrata con la nostra suora in Ranchi, India che era stata accusata di aver partecipato nel traffico di minorenni. Mi ha chiesto di ringraziare tutti coloro che hanno offerto sacrifici e pregato per lei. Per favore, continuate a ricordarla nelle vostre preghiere. Ricordate anche le nostre suore in Yemen e in Venezuela che continuano a soffrire a causa delle condizioni instabili di questi paesi.

 

Insieme a tutte le mie suore, auguro a voi e alle vostre care famiglie la gioia e la pace profonde di Dio per il prossimo Natale e le sue grazie e benedizioni abbondanti per  il Nuovo Anno 2020. Per favore, vi chiedo anche di ricordarmi nelle vostre preghiere.

 

 

 

Dio vi benedica

Sr. M. Prema, MC

 

 

 

 

 

 

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♦Suore Attivi   ♦Suore  Contemplativi

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♦Padri

♦Movimento per Sacerdoti Corpus Christi

♦Collaboratori e i collaboratori ammalati e sofferenti

♦Volontari di Madre Teresa

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Lettere ai Collaboratori,

Collaboratori malati e sofferenti,

al Movimento dei Laici

e ai volontari

Statistiche 2015

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Testo © Mother Teresa Center of the Missionaries of Charity

 

 

 

 

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