♦Riguardo a Missionarie della Carità

 

  La famiglia spirituale fondato da Madre Teresa

 

Sr. M. Prema, MC

Pasqua

Natale

Calcutta, Casa Madre

Pasqua, 2018

 

 

Miei cari Collaboratori, Attivi, Sofferenti, Laici Missionari della Carità, membri del Movimento “Ho sete”, Volontari

 

Una Felice Pasqua a voi, alle vostre famiglie e a tutti i vostri cari! Possa la pace e la gioia del Cristo Risorto assorbire qualsiasi tenebra che opprime il vostro cuore e la vostra mente.

 

Recentemente un giovane volontario nella Casa Madre mi ha chiesto, “E’ volontà di Dio che dei bambini nascano con un handicap? E’ volontà di Dio che un innocente debba soffrire?”. I nostri giovani sono confusi ed inquieti. Quando vengono a contatto con i nostri poveri che soffrono a causa di tante malattie, a causa della povertà, della privazione, del rifiuto da parte della società, sperimentano inquietudine, ira, tristezza e impotenza. Si chiedono, “Perché?”. Il mondo suggerisce, attraverso la pubblicità, che il piacere, la buona salute, le proprie capacità, la ricchezza e il successo sono le sorgenti di quella felicità che tutti ardentemente desideriamo. La sofferenza è considerata un male da evitare e da eliminare ad ogni costo dalla vita di una persona, persino quando comporti la possibilità di recare un danno notevole a se stessi o ad altri.

I volontari osservano la gioia e la dedicazione con cui le suore, i fratelli e i padri offrono se stessi nel servizio dei poveri un giorno dopo l’altro. Le loro domande sorgono da una sincera ricerca del profondo significato della vita e dal loro ardente desiderio di giungere alla conoscenza che Dio esiste, che li conosce personalmente e che li ama.

Coloro che ricevono la luce della fede, credono:

-che Dio è onnipotente e che ha il potere di mettere fine al male

-che Dio è onnisciente e che nessun male può essergli tenuto nascosto

-che Dio è amore e che nei piani misteriosi della sua divina provvidenza, può trarre dal male un bene più grande.

Preghiamo per coloro che ancora stanno cercando

-affinché i loro cuori siano aperti a ricevere il dono della fede, che li libererà dalla preoccupazione eccessiva di se stessi

-affinché possano incontrare Dio, il quale li accetta e promette loro un amore autentico e indistruttibile

-affinché possano entrare in una relazione personale con Gesù, in modo da poter conoscere ed essere conosciuti, poter amare ed essere amati, poter ricevere il suo perdono e anche la grazia di sapere perdonare agli altri.

“Egli è colui che sempre ti accetta, anche quando non sei accettato dagli altri e, a volte, persino anche da te stesso.” (Madre Teresa)

 

La nostra Madre era piena di gratitudine per la chiamata di Gesù ad appartenere totalmente a Lui e ad essere preziosa ai suoi occhi. Il modo in cui diede a Gesù il permesso di amarla era quello di accettare dalle Sue mani qualsiasi cosa, la sofferenza inclusa, con un gran sorriso; dal momento che era Gesù ad offrirgliela, doveva essere qualcosa di buono. La Madre con coraggio ha accettato una vita piena di difficoltà e di privazioni, come un privilegio dovuto alla sua unione tanto intima con Gesù che arrivava a baciarla. La reverenza e la tenerezza della Madre nella Cappella e nel suo atteggiamento verso i poveri è la prova della sua convinzione che Gesù fosse presente nell’Eucarestia e nei poveri. La Madre era così libera da poter dipendere totalmente dalla Provvidenza di Dio per tutte le sue necessità. Con gioia si è data completamente e di tutto cuore al servizio dei poveri, senza cercare alcun riconoscimento.

 

Mediante la sua vita e la sua opera, la Madre ha risposto alla domanda, “E’ volontà di Dio che un innocente debba soffrire?”. Dio è Amore e vuole che ogni persona viva e conosca quanto preziosa sia per Lui. Ogni lacrima lo spinge alla compassione ed Egli fa in modo di trasformarla in gioia e in un beneficio maggiore per quella persona, in questa vita e nell’ eternità, a condizione che accetti la redenzione ottenuta da Gesù per noi tutti sulla croce. La croce rimane una pietra che ostacola il cammino e una follia per il mondo, ma per coloro che appartengono a Gesù, la croce è la prova dell’amore più grande, è la nostra salvezza e la promessa della felicità eterna.

L’anno scorso, una delle nostre suore ha accettato con grande coraggio la sofferenza causata da un tumore. L’infermiera le aveva chiesto, “Credi veramente che la sofferenza sia meritoria?” Rispose, “La sofferenza per se stessa non è meritoria, ma l’amore con cui soffriamo è meritorio.” Prego che la nostra Madre ci aiuti a crescere in un’unione intima con Gesù. Egli libererà i nostri cuori e le nostre menti dalla paura della sofferenza e della morte, così che anche le nostre vite, come quella della Madre, possano testimoniare che Dio è Amore e che è capace di trasformare ogni cosa per il nostro bene.

 

Padre Tom Uzhunnalilh, SDB è stato catturato il 4 marzo 2016 in Yemen dai terroristi che hanno ucciso quattro delle nostre suore. E’ stato liberato il 12 settembre 2017 in Oman, dopo 557 giorni di prigionia. Il 26 febbraio 2018 Padre Tom ha celebrato la Santa Messa nella Cappella della nostra Casa Madre a Calcutta, di fronte ad una folla numerosa composta dai Missionari della Carità e dai loro amici. Il racconto della cattura e prigionia di Padre Tom è stato una testimonianza di una accettazione serena della volontà di Dio di fronte alla insicurezza e al pericolo di vita. Affidando con amore a Dio il suo destino, ha continuato a vivere, giorno dopo giorno, dedicando molto del suo tempo alla preghiera e perdonando coloro che lo avevano catturato.

 

La mia preghiera per voi è che Dio conceda a voi, alle vostre famiglie e ai vostri cari la grazia di rallegrarvi sempre nel Suo amore e nella Sua bontà, anche nei momenti di difficoltà e di sofferenza.

 

Dio vi benedica

Sr. M. Prema, MC

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Calcutta, Casa Madre

Natale, 2018

 

 

 

Cari collaboratori, Attivi e Sofferenti, Missionari Laici della Carità, Membri del Movimento “Ho sete”, Volontari,

 

Nella Notte Santa del primo Natale, gli angeli cantavano, “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.”

 

Che questo messaggio penetri e ricolmi le nostre menti e i nostri cuori, perché solo Dio è degno di ogni gloria. Gloria a Dio, perché ci ha creato in un modo meraviglioso e perché, istante per istante, continua a mantenerci in vita.

 

In questo mondo in cui regnano il disordine, la confusione e i conflitti, possiamo noi essere quegli uomini di buona volontà, capaci di ricevere la benedizione della pace e di condividerla con i fratelli. Sant’Agostino dice che “la pace è la tranquillità dell’ordine”. E’ stato il peccato a portare disordine nel creato, distruggendo la pace, danneggiando la nostra relazione con Dio, con noi stessi, con gli altri e con la creazione tutta. A Natale, Gesù, il Principe della Pace, viene a noi per restaurare quella “tranquillità dell’ordine” presente alle origini del creato e ormai perduta. Egli ci dice: “Vi lascio la mia pace. Vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi.” (Gv. 14,27). Che Gesù ci aiuti ad amare nel giusto ordine di priorità Dio, gli altri, noi stessi e tutte le cose create.

 

 La pace è il frutto di un’ accettazione amorevole e fiduciosa della volontà di Dio. Quanto non siamo capaci di accettare la volontà di Dio, che si rivela a noi attraverso persone, eventi e circostanze, ci opprimiamo inutilmente sotto il peso di tensioni, ansie, tristezza e conflitti. Quando, invece, siamo capaci di abbandonarci completamente alla volontà di Dio, ci liberiamo di tutti questi impedimenti e diventiamo canali attraverso i quali la Sua pace e le Sue benedizioni scorrono liberamente fino a raggiungere le nostre famiglie, i nostri amici, i vicini, i colleghi e tutti i poveri.

 

 Lo scorso luglio una nostra suora della comunità di Ranchi –India – è stata accusata di coinvolgimento nel traffico di minori. Vi ringrazio per le vostre preghiere e vi chiedo di continuare a pregare, perché il caso non è stato ancora risolto. Il 29 di ottobre mi sono incontrata a Delhi con la Signora Maneka Gandhi, il Ministro per la “Promozione delle Donne e del Bambino”. Continueremo prenderci cura di bambini con handicaps fisici o mentali e anche di piccoli orfani, almeno fino a quando le famiglie non saranno di nuovo in grado di prendersi cura di loro. Comunque non riprenderemo la nostra attività con le adozioni, attività che già avevamo deciso di interrompere nel 2015.

 

 Affido alle vostre preghiere le nostre suore e tutti i nostri assistiti nel mondo, soprattutto nelle zone più travagliate: Yemen, Gaza e Pakistan. Grazie per le vostre preghiere, per la vostra presenza e per condividere le nostre umili opere di amore.

 

 A Natale io e tutte le suore ci uniremo in preghiera con voi e con le vostre famiglie. Vi auguro un Santo Natale e un Felice Anno Nuovo!

 

Dio vi benedica

Sr. M. Prema, MC

 

 

 

 

 

 

Testo © Mother Teresa Center of the Missionaries of Charity

 

 

 

 

♦Suore Attivi   ♦Suore  Contemplativi

♦Fratelli  Attivi   ♦Fratelli  Contemplativi

♦Padri

♦Movimento per Sacerdoti Corpus Christi

♦Collaboratori e i collaboratori ammalati e sofferenti

♦Volontari di Madre Teresa

 ♦ Missionari Laici della Carità (LMC)

Lettere ai Collaboratori,

Collaboratori malati e sofferenti,

al Movimento dei Laici

e ai volontari

Statistiche 2015

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Testo © Mother Teresa Center of the Missionaries of Charity

 

 

 

 

Statistiche 2015

 

♦Suore Attivi   ♦Suore  Contemplativi

♦Fratelli  Attivi   ♦Fratelli  Contemplativi

♦Padri

♦Movimento per Sacerdoti Corpus Christi

♦Collaboratori e i collaboratori ammalati e sofferenti

♦Volontari di Madre Teresa

 ♦ Missionari Laici della Carità (LMC)

 

 

 

 

 

 

 

 

Testo © Mother Teresa Center of the Missionaries of Charity

 

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San Diego, CA 92113

USA

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  La famiglia spirituale fondato da Madre Teresa

 

Sr. M. Prema, MC

Pasqua

Natale

Calcutta, Casa Madre

Pasqua, 2018

 

 

Miei cari Collaboratori, Attivi, Sofferenti, Laici Missionari della Carità, membri del Movimento “Ho sete”, Volontari

 

Una Felice Pasqua a voi, alle vostre famiglie e a tutti i vostri cari! Possa la pace e la gioia del Cristo Risorto assorbire qualsiasi tenebra che opprime il vostro cuore e la vostra mente.

 

Recentemente un giovane volontario nella Casa Madre mi ha chiesto, “E’ volontà di Dio che dei bambini nascano con un handicap? E’ volontà di Dio che un innocente debba soffrire?”. I nostri giovani sono confusi ed inquieti. Quando vengono a contatto con i nostri poveri che soffrono a causa di tante malattie, a causa della povertà, della privazione, del rifiuto da parte della società, sperimentano inquietudine, ira, tristezza e impotenza. Si chiedono, “Perché?”. Il mondo suggerisce, attraverso la pubblicità, che il piacere, la buona salute, le proprie capacità, la ricchezza e il successo sono le sorgenti di quella felicità che tutti ardentemente desideriamo. La sofferenza è considerata un male da evitare e da eliminare ad ogni costo dalla vita di una persona, persino quando comporti la possibilità di recare un danno notevole a se stessi o ad altri.

I volontari osservano la gioia e la dedicazione con cui le suore, i fratelli e i padri offrono se stessi nel servizio dei poveri un giorno dopo l’altro. Le loro domande sorgono da una sincera ricerca del profondo significato della vita e dal loro ardente desiderio di giungere alla conoscenza che Dio esiste, che li conosce personalmente e che li ama.

Coloro che ricevono la luce della fede, credono:

-che Dio è onnipotente e che ha il potere di mettere fine al male

-che Dio è onnisciente e che nessun male può essergli tenuto nascosto

-che Dio è amore e che nei piani misteriosi della sua divina provvidenza, può trarre dal male un bene più grande.

Preghiamo per coloro che ancora stanno cercando

-affinché i loro cuori siano aperti a ricevere il dono della fede, che li libererà dalla preoccupazione eccessiva di se stessi

-affinché possano incontrare Dio, il quale li accetta e promette loro un amore autentico e indistruttibile

-affinché possano entrare in una relazione personale con Gesù, in modo da poter conoscere ed essere conosciuti, poter amare ed essere amati, poter ricevere il suo perdono e anche la grazia di sapere perdonare agli altri.

“Egli è colui che sempre ti accetta, anche quando non sei accettato dagli altri e, a volte, persino anche da te stesso.” (Madre Teresa)

 

La nostra Madre era piena di gratitudine per la chiamata di Gesù ad appartenere totalmente a Lui e ad essere preziosa ai suoi occhi. Il modo in cui diede a Gesù il permesso di amarla era quello di accettare dalle Sue mani qualsiasi cosa, la sofferenza inclusa, con un gran sorriso; dal momento che era Gesù ad offrirgliela, doveva essere qualcosa di buono. La Madre con coraggio ha accettato una vita piena di difficoltà e di privazioni, come un privilegio dovuto alla sua unione tanto intima con Gesù che arrivava a baciarla. La reverenza e la tenerezza della Madre nella Cappella e nel suo atteggiamento verso i poveri è la prova della sua convinzione che Gesù fosse presente nell’Eucarestia e nei poveri. La Madre era così libera da poter dipendere totalmente dalla Provvidenza di Dio per tutte le sue necessità. Con gioia si è data completamente e di tutto cuore al servizio dei poveri, senza cercare alcun riconoscimento.

 

Mediante la sua vita e la sua opera, la Madre ha risposto alla domanda, “E’ volontà di Dio che un innocente debba soffrire?”. Dio è Amore e vuole che ogni persona viva e conosca quanto preziosa sia per Lui. Ogni lacrima lo spinge alla compassione ed Egli fa in modo di trasformarla in gioia e in un beneficio maggiore per quella persona, in questa vita e nell’ eternità, a condizione che accetti la redenzione ottenuta da Gesù per noi tutti sulla croce. La croce rimane una pietra che ostacola il cammino e una follia per il mondo, ma per coloro che appartengono a Gesù, la croce è la prova dell’amore più grande, è la nostra salvezza e la promessa della felicità eterna.

L’anno scorso, una delle nostre suore ha accettato con grande coraggio la sofferenza causata da un tumore. L’infermiera le aveva chiesto, “Credi veramente che la sofferenza sia meritoria?” Rispose, “La sofferenza per se stessa non è meritoria, ma l’amore con cui soffriamo è meritorio.” Prego che la nostra Madre ci aiuti a crescere in un’unione intima con Gesù. Egli libererà i nostri cuori e le nostre menti dalla paura della sofferenza e della morte, così che anche le nostre vite, come quella della Madre, possano testimoniare che Dio è Amore e che è capace di trasformare ogni cosa per il nostro bene.

 

Padre Tom Uzhunnalilh, SDB è stato catturato il 4 marzo 2016 in Yemen dai terroristi che hanno ucciso quattro delle nostre suore. E’ stato liberato il 12 settembre 2017 in Oman, dopo 557 giorni di prigionia. Il 26 febbraio 2018 Padre Tom ha celebrato la Santa Messa nella Cappella della nostra Casa Madre a Calcutta, di fronte ad una folla numerosa composta dai Missionari della Carità e dai loro amici. Il racconto della cattura e prigionia di Padre Tom è stato una testimonianza di una accettazione serena della volontà di Dio di fronte alla insicurezza e al pericolo di vita. Affidando con amore a Dio il suo destino, ha continuato a vivere, giorno dopo giorno, dedicando molto del suo tempo alla preghiera e perdonando coloro che lo avevano catturato.

 

La mia preghiera per voi è che Dio conceda a voi, alle vostre famiglie e ai vostri cari la grazia di rallegrarvi sempre nel Suo amore e nella Sua bontà, anche nei momenti di difficoltà e di sofferenza.

 

Dio vi benedica

Sr. M. Prema, MC

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Calcutta, Casa Madre

Natale, 2018

 

 

 

Cari collaboratori, Attivi e Sofferenti, Missionari Laici della Carità, Membri del Movimento “Ho sete”, Volontari,

 

Nella Notte Santa del primo Natale, gli angeli cantavano, “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.”

 

Che questo messaggio penetri e ricolmi le nostre menti e i nostri cuori, perché solo Dio è degno di ogni gloria. Gloria a Dio, perché ci ha creato in un modo meraviglioso e perché, istante per istante, continua a mantenerci in vita.

 

In questo mondo in cui regnano il disordine, la confusione e i conflitti, possiamo noi essere quegli uomini di buona volontà, capaci di ricevere la benedizione della pace e di condividerla con i fratelli. Sant’Agostino dice che “la pace è la tranquillità dell’ordine”. E’ stato il peccato a portare disordine nel creato, distruggendo la pace, danneggiando la nostra relazione con Dio, con noi stessi, con gli altri e con la creazione tutta. A Natale, Gesù, il Principe della Pace, viene a noi per restaurare quella “tranquillità dell’ordine” presente alle origini del creato e ormai perduta. Egli ci dice: “Vi lascio la mia pace. Vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi.” (Gv. 14,27). Che Gesù ci aiuti ad amare nel giusto ordine di priorità Dio, gli altri, noi stessi e tutte le cose create.

 

 La pace è il frutto di un’ accettazione amorevole e fiduciosa della volontà di Dio. Quanto non siamo capaci di accettare la volontà di Dio, che si rivela a noi attraverso persone, eventi e circostanze, ci opprimiamo inutilmente sotto il peso di tensioni, ansie, tristezza e conflitti. Quando, invece, siamo capaci di abbandonarci completamente alla volontà di Dio, ci liberiamo di tutti questi impedimenti e diventiamo canali attraverso i quali la Sua pace e le Sue benedizioni scorrono liberamente fino a raggiungere le nostre famiglie, i nostri amici, i vicini, i colleghi e tutti i poveri.

 

 Lo scorso luglio una nostra suora della comunità di Ranchi –India – è stata accusata di coinvolgimento nel traffico di minori. Vi ringrazio per le vostre preghiere e vi chiedo di continuare a pregare, perché il caso non è stato ancora risolto. Il 29 di ottobre mi sono incontrata a Delhi con la Signora Maneka Gandhi, il Ministro per la “Promozione delle Donne e del Bambino”. Continueremo prenderci cura di bambini con handicaps fisici o mentali e anche di piccoli orfani, almeno fino a quando le famiglie non saranno di nuovo in grado di prendersi cura di loro. Comunque non riprenderemo la nostra attività con le adozioni, attività che già avevamo deciso di interrompere nel 2015.

 

 Affido alle vostre preghiere le nostre suore e tutti i nostri assistiti nel mondo, soprattutto nelle zone più travagliate: Yemen, Gaza e Pakistan. Grazie per le vostre preghiere, per la vostra presenza e per condividere le nostre umili opere di amore.

 

 A Natale io e tutte le suore ci uniremo in preghiera con voi e con le vostre famiglie. Vi auguro un Santo Natale e un Felice Anno Nuovo!

 

Dio vi benedica

Sr. M. Prema, MC

 

 

 

 

 

 

Testo © Mother Teresa Center of the Missionaries of Charity

 

 

 

 

♦Suore Attivi   ♦Suore  Contemplativi

♦Fratelli  Attivi   ♦Fratelli  Contemplativi

♦Padri

♦Movimento per Sacerdoti Corpus Christi

♦Collaboratori e i collaboratori ammalati e sofferenti

♦Volontari di Madre Teresa

 ♦ Missionari Laici della Carità (LMC)

Lettere ai Collaboratori,

Collaboratori malati e sofferenti,

al Movimento dei Laici

e ai volontari

Statistiche 2015

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Testo © Mother Teresa Center of the Missionaries of Charity

 

 

 

 

Statistiche 2015

 

♦Suore Attivi   ♦Suore  Contemplativi

♦Fratelli  Attivi   ♦Fratelli  Contemplativi

♦Padri

♦Movimento per Sacerdoti Corpus Christi

♦Collaboratori e i collaboratori ammalati e sofferenti

♦Volontari di Madre Teresa

 ♦ Missionari Laici della Carità (LMC)

 

 

 

 

 

 

 

 

Testo © Mother Teresa Center of the Missionaries of Charity