Lent

Pasqua Divina Miseriordia

VEGLIA PASQUALE NELLA NOTTE SANTA-OMELIA DEL SANTO PADRE Francisco2019 >>>

"Urbi et Orbi"2019>>> 

"Urbi et Orbi" Message>>> 

Regina Coeli Santo Padre Francisco 2019>>>   

 

 Domenica delle Palme e della Passione del Signore

Giovedì Santo 2019 . >>>

Omelia del Santo Padre Francisco per la SANTA MESSA DEL CRISMA 2015 . >>>

 Venerdì Santo2019. >>>

 Omelia del Santo Padre Francisco per la DELLA DOMENICA DELLE PALME E DELLA PASSIONE DEL SIGNORE 2015. >>>

 

 

 

 

Pentecoste

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pasqua>>>

Divina Miseriordia

 

 

 

 

 

 


Mercoledì delle CeneriI Settimana,II Settimana ,III Settimana, III Settimana-A,IV Settimana, IV Settimana-A V Settimana, V Settimana-A, Settimana Santa

Solemnity of Saint Joseph , Feast day of the Annunciation, "Life, the most beautiful gift of God. " -The presence of God

Via Crucis che Beata Madre Teresa pregava quasi ogni giorno >>>> 
 Via Crucis in Power Point >>>> 

Divina Misericordia

Madre Teresa un modello della Divina Misericordia in pratica

 

 


Messaggio di P. Francesco per la Quaresima 2019:

Messaggio del Santo Padre per la GMG 2019:

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Omelia del Santo Padre XVI per Mercoledì delle Ceneri >>> 

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Incontro con i Parroci di Roma  

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I Domenica di Quaresima   >>>:

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II Domenica di Quaresima  Omelia... >>>:

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II Domenica di Quaresima Angelus 

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III Domenica di Quaresima  

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IV Domenica di Quaresima  

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V Domenica di Quaresima  

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Domenica delle Palme e della Passione del Signore

Santa Messa del Crisma   >>>: 

Giovedì Santo . >>> 

Venerdì Santo . >>> 

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Da Papa Francesco, Evangelii Gaudium, 175:

«Lo studio della Sacra Scrittura dev’essere una porta aperta a tutti i credenti.E’ fondamentale che la Parola rivelata fecondi radicalmente la catechesi e tutti gli sforzi per trasmettere la fede.L’evangelizzazione richiede la familiarità con la Parola di Dio e questo esige che le diocesi, le parrocchie e tutte le aggregazioni cattoliche propongano uno studio serio e perseverante della Bibbia, come pure ne promuovano la lettura orante personale e comunitaria.Noi non cerchiamo brancolando nel buio, né dobbiamo attendere che Dio ci rivolga la parola, perché realmente «Dio ha parlato, non è più il grande sconosciuto, ma ha mostrato se stesso».Accogliamo il sublime tesoro della Parola rivelata».

 

«La Quaresima ci offre ancora una volta l’opportunità di riflettere sul cuore della vita cristiana: la carità... Mai dobbiamo essere incapaci di “avere misericordia” verso chi soffre; mai il nostro cuore deve essere talmente assorbito dalle nostre cose e dai nostri problemi da risultare sordo al grido del povero».P. Benedetto XVI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mercoledì delle Ceneri >>>>
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Oggi il tempo liturgico della Quaresima con il suggestivo rito dell’imposizione delle ceneri, attraverso il quale vogliamo assumere l'impegno di convertire il nostro cuore verso gli orizzonti della Grazia ....Non si tratta di una conversione superficiale e transitoria, bensì di un itinerario spirituale che riguarda in profondità gli atteggiamenti della coscienza e suppone un sincero proposito di ravvedimento. ...Si tratta, cioè, di porre in atto un atteggiamento di conversione autentica a Dio - ritornare a Lui -, riconoscendo la sua santità, la sua potenza, la sua maestà. E questa conversione è possibile perché Dio è ricco di misericordia e grande nell’amore.La sua è una misericordia rigeneratrice... Dio, infatti, - come dice il profeta - non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva (cfr Ez 33,11). ...Egli ci offre ancora il suo perdono, invitando a tornare a Lui per donarci un cuore nuovo, purificato dal male che lo opprime, per farci prendere parte alla sua gioia. Il nostro mondo ha bisogno di essere convertito da Dio, ha bisogno del suo perdono, del suo amore, ha bisogno di un cuore nuovo. P. Benedetto XVI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



I Settimana di Quaresima >>>> 
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Ma che cosa significa entrare nell’itinerario quaresimale? Ce lo illustra il Vangelo di questa prima domenica, con il racconto delle tentazioni di Gesù nel deserto. Narra l’Evangelista san Luca che Gesù, dopo aver ricevuto il battesimo di Giovanni, “pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito Santo nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo” (Lc 4,1-2). È evidente l’insistenza sul fatto che le tentazioni non furono un incidente di percorso, ma la conseguenza della scelta di Gesù di seguire la missione affidatagli dal Padre, di vivere fino in fondo la sua realtà di Figlio amato, che confida totalmente in Lui. Cristo è venuto nel mondo per liberarci dal peccato e dal fascino ambiguo di progettare la nostra vita a prescindere da Dio. Egli l’ha fatto non con proclami altisonanti, ma lottando in prima persona contro il Tentatore, fino alla Croce. Questo esempio vale per tutti: il mondo si migliora incominciando da se stessi, cambiando, con la grazia di Dio, ciò che non va nella propria vita. Delle tre tentazioni cui Satana sottopone Gesù, la prima prende origine dalla fame, cioè dal bisogno materiale: “Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane”. Ma Gesù risponde con la Sacra Scrittura: “Non di solo pane vivrà l’uomo” (Lc 4,3-4; cfr Dt 8,3). Poi, il diavolo mostra a Gesù tutti i regni della terra e dice: tutto sarà tuo se, prostrandoti, mi adorerai. È l’inganno del potere, e Gesù smaschera questo tentativo e lo respinge: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto” (cfr Lc 4,5-8; Dt 6,13). Non adorazione del potere, ma solo di Dio, della verità e dell’amore. Infine, il Tentatore propone a Gesù di compiere un miracolo spettacolare: gettarsi dalle alte mura del Tempio e farsi salvare dagli angeli, così che tutti avrebbero creduto in Lui. Ma Gesù risponde che Dio non va mai messo alla prova (cfr Dt 6,16). Non possiamo “fare un esperimento” nel quale Dio deve rispondere e mostrarsi Dio: dobbiamo credere in Lui! Non dobbiamo fare di Dio “materiale” del “nostro esperimento”! Riferendosi sempre alla Sacra Scrittura, Gesù antepone ai criteri umani l’unico criterio autentico: l’obbedienza, la conformità con la volontà di Dio, che è il fondamento del nostro essere. Anche questo è un insegnamento fondamentale per noi: se portiamo nella mente e nel cuore la Parola di Dio, se questa entra nella nostra vita, se abbiamo fiducia in Dio, possiamo respingere ogni genere di inganno del Tentatore. Inoltre, da tutto il racconto emerge chiaramente l’immagine di Cristo come nuovo Adamo, Figlio di Dio umile e obbediente al Padre, a differenza di Adamo ed Eva, che nel giardino dell’Eden avevano ceduto alle seduzioni dello spirito del male, di essere immortali senza Dio. La Quaresima è come un lungo “ritiro”, durante il quale rientrare in se stessi e ascoltare la voce di Dio, per vincere le tentazioni del Maligno e trovare la verità del nostro essere. Un tempo, possiamo dire, di “agonismo” spirituale da vivere insieme con Gesù, non con orgoglio e presunzione, ma usando le armi della fede, cioè la preghiera, l’ascolto della Parola di Dio e la penitenza. In questo modo potremo giungere a celebrare la Pasqua in verità, pronti a rinnovare le promesse del nostro Battesimo. Ci aiuti la Vergine Maria affinché, guidati dallo Spirito Santo, viviamo con gioia e con frutto questo tempo di grazia. P. Benedict VXI >>>

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On this First Sunday of Lent, the Gospel of St Mark speaks of Jesus being led into the desert by the Holy Spirit, tempted by Satan and assisted by the angels. Let us pray that our Lenten journey will strengthen us in the struggle against all forms of temptation.  Let us invoke them frequently, so that they may sustain us in our commitment to follow Jesus to the point of identifying with him. P. Benedict VXI >>>

 

 

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II Settimana di Quaresima >>>
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La Trasfigurazione di Gesù è stata sostanzialmente un’esperienza di preghiera (cfr Lc 9,28-29). La preghiera, infatti, raggiunge il suo culmine, e perciò diventa fonte di luce interiore, quando lo spirito dell’uomo aderisce a quello di Dio e le loro volontà si fondono quasi a formare un tutt’uno. Quando Gesù salì sul monte, si immerse nella contemplazione del disegno d’amore del Padre, che l’aveva mandato nel mondo per salvare l’umanità. Accanto a Gesù apparvero Elia e Mosè, a significare che le Sacre Scritture erano concordi nell’annunciare il mistero della sua Pasqua, che cioè il Cristo doveva soffrire e morire per entrare nella sua gloria (cfr Lc 24,26.46). In quel momento Gesù vide profilarsi davanti a sé la Croce, l’estremo sacrificio necessario per liberare noi dal dominio del peccato e della morte. E nel suo cuore, ancora una volta, ripeté il suo "Amen". Disse sì, eccomi, sia fatta, o Padre, la tua volontà d’amore. E, come era accaduto dopo il Battesimo nel Giordano, vennero dal Cielo i segni del compiacimento di Dio Padre: la luce, che trasfigurò il Cristo, e la voce che lo proclamò "il Figlio amato" (Mc 9,7). P. Benedict VXI

Il Vangelo della Trasfigurazione del Signore pone davanti ai nostri occhi la gloria di Cristo, che anticipa la risurrezione e che annuncia la divinizzazione dell’uomo. La comunità cristiana prende coscienza di essere condotta, come gli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni, “in disparte, su un alto monte” (Mt 17,1), per accogliere nuovamente in Cristo, quali figli nel Figlio, il dono della Grazia di Dio: “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo” (v. 5). E’ l’invito a prendere le distanze dal rumore del quotidiano per immergersi nella presenza di Dio: Egli vuole trasmetterci, ogni giorno, una Parola che penetra nelle profondità del nostro spirito, dove discerne il bene e il male (cfr Eb 4,12) e rafforza la volontà di seguire il Signore. P. Benedetto XVI


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III Settimana di Quaresima clic per aprire collegam>>>

la liturgia di questa terza domenica di Quaresima ci presenta il tema della conversione. Nella prima lettura, tratta dal Libro dell’Esodo, Mosè, mentre pascola il gregge, vede un roveto in fiamme, che non si consuma. Si avvicina per osservare questo prodigio, quando una voce lo chiama per nome e, invitandolo a prendere coscienza della sua indegnità, gli comanda di togliersi i sandali, perché quel luogo è santo. “Io sono il Dio di tuo padre – gli dice la voce – il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe”; e aggiunge: “Io sono Colui che sono!” (Es 3,6a.14). Dio si manifesta in diversi modi anche nella vita di ciascuno di noi. Per poter riconoscere la sua presenza è però necessario che ci accostiamo a lui consapevoli della nostra miseria e con profondo rispetto. Diversamente ci rendiamo incapaci di incontrarlo e di entrare in comunione con Lui. Come scrive l’apostolo Paolo, anche questa vicenda è raccontata per nostro ammonimento: essa ci ricorda che Dio si rivela non a quanti sono pervasi da sufficienza e leggerezza, ma a chi è povero ed umile davanti a Lui. Nel brano del Vangelo odierno, Gesù viene interpellato circa alcuni fatti luttuosi: l’uccisione, all’interno del tempio, di alcuni Galilei per ordine di Ponzio Pilato e il crollo di una torre su alcuni passanti (cfr Lc 13,1-5). Di fronte alla facile conclusione di considerare il male come effetto della punizione divina, Gesù restituisce la vera immagine di Dio, che è buono e non può volere il male, e mettendo in guardia dal pensare che le sventure siano l’effetto immediato delle colpe personali di chi le subisce, afferma: “Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo” (Lc 13,2-3). Gesù invita a fare una lettura diversa di quei fatti, collocandoli nella prospettiva della conversione: le sventure, gli eventi luttuosi, non devono suscitare in noi curiosità o ricerca di presunti colpevoli, ma devono rappresentare occasioni per riflettere, per vincere l’illusione di poter vivere senza Dio, e per rafforzare, con l’aiuto del Signore, l’impegno di cambiare la vita. Di fronte al peccato, Dio si rivela pieno di misericordia e non manca di richiamare i peccatori ad evitare il male, a crescere nel suo amore e ad aiutare concretamente il prossimo in necessità, per vivere la gioia della grazia e non andare incontro alla morte eterna. Ma la possibilità di conversione esige che impariamo a leggere i fatti della vita nella prospettiva della fede, animati cioè dal santo timore di Dio. In presenza di sofferenze e lutti, vera saggezza è lasciarsi interpellare dalla precarietà dell’esistenza e leggere la storia umana con gli occhi di Dio, il quale, volendo sempre e solo il bene dei suoi figli, per un disegno imperscrutabile del suo amore, talora permette che siano provati dal dolore per condurli a un bene più grande. Cari amici, preghiamo Maria Santissima, che ci accompagna nell’itinerario quaresimale, affinché aiuti ogni cristiano a ritornare al Signore con tutto il cuore. Sostenga la nostra decisione ferma di rinunciare al male e di accettare con fede la volontà di Dio nella nostra vita.  P. Benedict VXI

 


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III Settimana di Quaresima clic per aprire collegam >>>

La donna al pozzo

 

O Dio, sorgente della vita, tu offri all'umanità riarsa dalla sete l'acqua viva della grazia che scaturisce dalla roccia, Cristo salvatore; concedi al tuo popolo il dono dello Spirito, perché sappia professare con forza la sua fede, e annunzi con gioia le meraviglie del tuo amore. Per il nostro Signore Gesù Cristo. Amen

Il racconto di Gesù e la Samaritana presso il pozzo di Giacobbe (Giov. 4) si apre con l'incontro di Gesù e la Samaritana, nel contesto di una normale, umana e quotidiana esperienza - l'esperienza della sete . il soggetto si rivolge a quella sete che è una sete di vita, e il punto è che bisogna bere ancora e ancora, e venire di nuovo e di nuovo alla sorgente. In questo modo, la donna viene a conoscenza di ciò che in realtà lei ha sempre saputo ma a cui non ha sempre prestato attenzione: che lei ha sete per la vita stessa e che tutti i tentativi di attenuarla che lei cerca e trova non possono spegnere questa viva e profonda sete …..

Qui viene alla luce il vero dilemma, la profonda ribellione della sua esistenza che l'ha portata faccia a faccia con se stessa. In generale, possiamo schematizzare ciò che sta accadendo con il detto: si deve venire a conoscenza di se stessi come si è veramente, se si vuole conoscere Dio. L'esperienza primordiale di tutte le esperienze è che l'uomo stesso è il luogo in cui e attraverso cui si fa esperienza di Dio ... La donna si trova faccia a faccia con se stessa. Non è più ora un fatto di qualcosa di materiale, ma della profondità dell'io stesso e, di conseguenza, della povertà radicale che è la sostanza dell'uomo ... La questione di tutte le questioni nasce necessariamente; la domanda su se stessi diventa una questione su Dio ... Solo a questo punto l'offerta del vero dono di Gesù può diventare possibile ...

Ora la donna è consapevole della sua sete reale dalla quale è guidata. Quindi lei può finalmente imparare che cosa è questa esperienza della sete di avere sete. E' lo scopo e il significato di tutta la catechesi volta a condurre verso questa sete. P. Benedict VXI

Dio Onnipotente il cui più caro Figlio non è andato fino alla gioia senza prima soffrire il dolore, e non è entrato in gloria, prima che fosse crocifisso: misericordiosamente concedi a noi, che camminando nella via della croce, troviamo in essa non altro che la via di vita e di pace; per mezzo di Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore, che è vivo e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, un solo Dio, ora e per sempre. Amen

Watch the Meditation as a flash movie>>>part 1 >>>part 2 The question that Jesus puts to the Samaritan woman: “Give me a drink” (Jn 4: 7), is presented to us in the liturgy of the third Sunday; it expresses the passion of God for every man and woman, and wishes to awaken in our hearts the desire for the gift of “a spring of water within, welling up for eternal life” (Jn 4: 14): this is the gift of the Holy Spirit, who transforms Christians into “true worshipers,” capable of praying to the Father “in spirit and truth” (Jn 4: 23). Only this water can extinguish our thirst for goodness, truth and beauty! Only this water, given to us by the Son, can irrigate the deserts of our restless and unsatisfied soul, until it “finds rest in God”, as per the famous words of St. Augustine.  P. Benedict VXI

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IVSettimana di Quaresima>>>

In questa quarta domenica di Quaresima viene proclamato il Vangelo del padre e dei due figli, più noto come parabola del “figlio prodigo” (Lc 15,11-32). Questa pagina di san Luca costituisce un vertice della spiritualità e della letteratura di tutti i tempi. Infatti, che cosa sarebbero la nostra cultura, l’arte, e più in generale la nostra civiltà senza questa rivelazione di un Dio Padre pieno di misericordia? Essa non smette mai di commuoverci, e ogni volta che l’ascoltiamo o la leggiamo è in grado di suggerirci sempre nuovi significati. Soprattutto, questo testo evangelico ha il potere di parlarci di Dio, di farci conoscere il suo volto, meglio ancora, il suo cuore. Dopo che Gesù ci ha raccontato del Padre misericordioso, le cose non sono più come prima, adesso Dio lo conosciamo: Egli è il nostro Padre, che per amore ci ha creati liberi e dotati di coscienza, che soffre se ci perdiamo e che fa festa se ritorniamo. Per questo, la relazione con Lui si costruisce attraverso una storia, analogamente a quanto accade ad ogni figlio con i propri genitori: all’inizio dipende da loro; poi rivendica la propria autonomia; e infine – se vi è un positivo sviluppo – arriva ad un rapporto maturo, basato sulla riconoscenza e sull’amore autentico. In queste tappe possiamo leggere anche momenti del cammino dell’uomo nel rapporto con Dio. Vi può essere una fase che è come l’infanzia: una religione mossa dal bisogno, dalla dipendenza. Via via che l’uomo cresce e si emancipa, vuole affrancarsi da questa sottomissione e diventare libero, adulto, capace di regolarsi da solo e di fare le proprie scelte in modo autonomo, pensando anche di poter fare a meno di Dio. Questa fase, appunto, è delicata, può portare all’ateismo, ma anche questo, non di rado, nasconde l’esigenza di scoprire il vero volto di Dio. Per nostra fortuna, Dio non viene mai meno alla sua fedeltà e, anche se noi ci allontaniamo e ci perdiamo, continua a seguirci col suo amore, perdonando i nostri errori e parlando interiormente alla nostra coscienza per richiamarci a sé. Nella parabola, i due figli si comportano in maniera opposta: il minore se ne va e cade sempre più in basso, mentre il maggiore rimane a casa, ma anch’egli ha una relazione immatura con il Padre; infatti, quando il fratello ritorna, il maggiore non è felice come lo è, invece, il Padre, anzi, si arrabbia e non vuole rientrare in casa. I due figli rappresentano due modi immaturi di rapportarsi con Dio: la ribellione e una obbedienza infantile. Entrambe queste forme si superano attraverso l’esperienza della misericordia. Solo sperimentando il perdono, riconoscendosi amati di un amore gratuito, più grande della nostra miseria, ma anche della nostra giustizia, entriamo finalmente in un rapporto veramente filiale e libero con Dio. Cari amici, meditiamo questa parabola. Rispecchiamoci nei due figli, e soprattutto contempliamo il cuore del Padre. Gettiamoci tra le sue braccia e lasciamoci rigenerare dal suo amore misericordioso. Ci aiuti in questo la Vergine Maria, Mater misericordiae. P. Benedict VXI


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“God so loved the world that he gave his only Son, that whoever believes in him should not perish, but have eternal life” (Jn 3:16). These words fill us with joy and hope, as we await the fulfillment of God’s promises! ... the word of God is a word of unbounded hope. “God loved the world so much that he gave his only Son … so that through him, the world might be saved” (Jn 3:16-17). God does not give up on us! He continues to lift our eyes to a future of hope, and he promises us the strength to accomplish it. As Saint Paul tells us in today’s second reading, God created us in Christ Jesus “to live the good life”, a life of good deeds, in accordance with his will (cf. Eph 2:10). He gave us his commandments, not as a burden, but as a source of freedom: the freedom to become men and women of wisdom, teachers of justice and peace, people who believe in others and seek their authentic good. God created us to live in the light, and to be light for the world around us! This is what Jesus tells us in today’s Gospel: “The man who lives by the truth comes out into the light, so that it may be plainly seen that what he does is done in God” (Jn 3:21). “Live”, then, “by the truth!” Radiate the light of faith, hope and love in your families and communities! Be witnesses of the holy truth that sets men and women free! …   P. Benedict VXI

 

 

 

IVSettimana di Quaresima>>>

A metà dell'itinerario penitenziale della Quaresima, La gioia e la luce sono il tema dominante dell'odierna liturgia. Il Vangelo narra la vicenda di "un uomo cieco dalla nascita" (Gv 9,1). Vedendolo, Gesù fece del fango con la saliva, spalmò il fango sui suoi occhi e gli disse: "Va' a lavarti nella piscina di Siloe (che significa "Inviato"). Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva" (Gv 9,6-7). Il cieco nato rappresenta l'uomo segnato dal peccato, che desidera conoscere la verità su se stesso e sul proprio destino, ma ne è impedito da un male congenito. Solo Gesù può sanarlo: Egli è "la luce del mondo" (Gv 9,5). Affidandosi a Lui, ogni essere umano spiritualmente cieco dalla nascita ha la possibilità di "venire alla luce" nuovamente, cioè di nascere alla vita soprannaturale. Accanto alla guarigione del cieco, il Vangelo dà grande risalto all'incredulità dei farisei, che rifiutano di riconoscere il miracolo, dal momento che Gesù lo ha compiuto di sabato, violando, a loro giudizio, la legge mosaica. Emerge così un eloquente paradosso, che Cristo stesso riassume con queste parole: "Io sono venuto in questo mondo per giudicare, perché coloro che non vedono vedano e quelli che vedono diventino ciechi" (Gv 9,39). Per chi incontra Gesù, non ci sono vie di mezzo: o si riconosce bisognoso di Lui e della sua luce, oppure sceglie di farne a meno. In quest'ultimo caso, la medesima presunzione impedisce sia a chi si reputa giusto davanti a Dio sia a chi si considera ateo di aprirsi alla conversione autentica. Nessuno, carissimi Fratelli e Sorelle, chiuda il proprio animo a Cristo! Egli dona a chi lo accoglie la luce della fede, luce in grado di trasformare i cuori e, di conseguenza, le mentalità, le situazioni sociali, politiche, economiche dominate dal peccato. "... Io credo, Signore!" (Gv 9,38). Con il cieco nato, ciascuno di noi sia pronto a professare umilmente la propria adesione a Lui. Che la luce di Cristo per noi, ce l'ottenga la Vergine Santa, totalmente pervasa dal fulgore della grazia divina.(Giov. Paolo II, 10 Marzo 2002)

COMPORTATEVI, DUNQUE, COME I FIGLI DELLA LUCE (Efesini 5: 9)

Vieni, sii la Mia luce. Non posso andare da solo: essi non Mi conoscono e quindi non Mi vogliono. Vieni, vai in mezzo a loro, porta-Mi con te dentro di loro. (Gesù a Madre Teresa)

Lasciate che Cristo illumini e viva la Sua vita in voi … "Che bella frase questa … -Che alzino gli occhi e vedano non più me, ma Gesù soltanto! Egli vuole vivere la sua vita in voi …. Vedere con i vostri occhi, camminare con i vostri piedi, amare con i vostri cuori." ( Madre Teresa di Calcutta)

"Ogni opera d'amore ci avvicina sempre più a Dio, faccia a faccia con Lui". "Se venendo faccia a faccia con Dio lo accogliamo nella nostra vita, allora ci stiamo convertendo". "Un cuore puro può vedere Dio"."La Confessione ci darà un cuore puro e così noi vedremo Dio". ( Madre Teresa di Calcutta)

O Dio, Padre della luce, tu vedi le profondità del nostro cuore: non permettere che ci domini il potere delle tenebre, ma apri i nostri occhi con la grazia del tuo Spirito, perché vediamo colui che hai mandato a illuminare il mondo, e crediamo in lui solo, Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore.


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The Sunday of the man born blind presents Christ as the light of the world. The Gospel confronts each one of us with the question: “Do you believe in the Son of man?” “Lord, I believe!” (Jn 9: 35. 38), the man born blind joyfully exclaims, giving voice to all believers. The miracle of this healing is a sign that Christ wants not only to give us sight, but also open our interior vision, so that our faith may become ever deeper and we may recognize him as our only Savior. He illuminates all that is dark in life and leads men and women to live as “children of the light”.  P. Benedict VXI


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

VSettimana di Quaresima>>>

VSettimana di Quaresima>>>

Alla Quinta Domenica di Quaresima, nella quale la liturgia ci propone, quest’anno, l’episodio evangelico di Gesù che salva una donna adultera dalla condanna a morte (Gv 8,1-11). Mentre sta insegnando nel Tempio, gli scribi e i farisei conducono a Gesù una donna sorpresa in adulterio, per la quale la legge mosaica prevedeva la lapidazione. Quegli uomini chiedono a Gesù di giudicare la peccatrice con lo scopo di“metterlo alla prova” e di spingerlo a fare un passo falso. La scena è carica di drammaticità: dalle parole di Gesù dipende la vita di quella persona, ma anche la sua stessa vita. Gli accusatori ipocriti, infatti, fingono di affidargli il giudizio, mentre in realtà è proprio Lui che vogliono accusare e giudicare. Gesù, invece, è “pieno di grazia e di verità” (Gv 1,14): Egli sa che cosa c’è nel cuore di ogni uomo, vuole condannare il peccato, ma salvare il peccatore, e smascherare l’ipocrisia.

L’evangelista san Giovanni dà risalto ad un particolare: mentre gli accusatori lo interrogano con insistenza, Gesù si china e si mette a scrivere col dito per terra. Osserva sant’Agostino che quel gesto mostra Cristo come il legislatore divino: infatti, Dio scrisse la legge col suo dito sulle tavole di pietra (cfr Comm. al Vang. di Giov., 33, 5). Gesù dunque è il Legislatore, è la Giustizia in persona. E qual è la sua sentenza? “Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei”. Queste parole sono piene della forza disarmante della verità, che abbatte il muro dell’ipocrisia e apre le coscienze ad una giustizia più grande, quella dell’amore, in cui consiste il pieno compimento di ogni precetto (cfr Rm 13,8-10). E’ la giustizia che ha salvato anche Saulo di Tarso, trasformandolo in san Paolo (cfr Fil 3,8-14).

Quando gli accusatori “se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani”, Gesù, assolvendo la donna dal suo peccato, la introduce in una nuova vita, orientata al bene: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più». È la stessa grazia che farà dire all’Apostolo: “So soltanto questo: dimenticando ciò che mi sta alle spalle e proteso verso ciò che mi sta di fronte, corro verso la mèta, al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù” (Fil 3,14). Dio desidera per noi soltanto il bene e la vita; Egli provvede alla salute della nostra anima per mezzo dei suoi ministri, liberandoci dal male col Sacramento della Riconciliazione, affinché nessuno vada perduto, ma tutti abbiano modo di convertirsi.

...desidero esortare i Pastori ad imitare il santo Curato d’Ars nel ministero del Perdono sacramentale, affinché i fedeli ne riscoprano il significato e la bellezza, e siano risanati dall’amore misericordioso di Dio, il quale “si spinge fino a dimenticare volontariamente il peccato, pur di perdonarci” (Lettera di indizione dell’Anno Sacerdotale).

Cari amici, impariamo dal Signore Gesù a non giudicare e a non condannare il prossimo. Impariamo ad essere intransigenti con il peccato – a partire dal nostro! – e indulgenti con le persone. Ci aiuti in questo la santa Madre di Dio che, esente da ogni colpa, è mediatrice di grazia per ogni peccatore pentito.  P. Benedict VXI

 

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VSettimana di Quaresima>>>

On the fifth Sunday, when the resurrection of Lazarus is proclaimed, we are faced with the ultimate mystery of our existence: “I am the resurrection and the life… Do you believe this?” (Jn 11: 25-26). For the Christian community, it is the moment to place with sincerity – together with Martha – all of our hopes in Jesus of Nazareth: “Yes, Lord, I believe that you are the Christ, the Son of God, the one who was to come into this world” (Jn 11: 27). Communion with Christ in this life prepares us to overcome the barrier of death, so that we may live eternally with him. Faith in the resurrection of the dead and hope in eternal life open our eyes to the ultimate meaning of our existence: God created men and women for resurrection and life, and this truth gives an authentic and definitive meaning to human history, to the personal and social lives of men and women, to culture, politics and the economy. Without the light of faith, the entire universe finishes shut within a tomb devoid of any future, any hope.  P. Benedict VXI

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Fifth Sunday, "Sir", they said to him, " we wish to see Jesus". Philip in turn went to Andrew, one of the first Apostles very close to the Lord and who also had a Greek name, and they both went and "told Jesus" (cf. Jn 12: 20-21). In the request of these anonymous Greeks we can interpret the thirst to see and to know Christ which is in every person's heart; and Jesus' answer orients us to the mystery of Easter, the glorious manifestation of his saving mission. "The hour has come", he declared, "for the Son of man to be glorified (Jn 12: 23). Yes! The hour of the glorification of the Son of man is at hand, but it will entail the sorrowful passage through his Passion and death on the Cross. Indeed the divine plan of salvation which is for everyone, Jews and Gentiles alike will only be brought about in this manner. Actually, everyone is invited to be a member of the one people of the new and definitive Covenant. In this light, we also understand the solemn proclamation with which the Gospel passage ends: "and I, when I am lifted up from the earth, will draw all men to myself" (Jn 12: 32), and likewise the Evangelist's comment: "He said this to show by what death he was to die" (Jn 12: 33). The Cross: the height loftiness of love is the loftiness of Jesus and he attracts all to these heights. Very appropriately, the liturgy brings us to meditate on this text of John's Gospel today, on this Fifth Sunday of Lent, while the days of the Lord's Passion draw near in which we will immerse ourselves spiritually as from next Sunday which is called, precisely, Palm Sunday and the Sunday of the Lord's Passion. It is as if the Church were encouraging us to share Jesus' state of mind, desiring to prepare us to relive the mystery of his Crucifixion, death and Resurrection not as foreign spectators but on the contrary as protagonists, involved together with him in his mystery of the Cross and the Resurrection. .  P. Benedict VXI

 

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Settimana Santa:

Domenica delle Palme, Giovedì Santo, Venerdì Santo, Sabto Santo

Il percorso quaresimale trova il suo compimento nel Triduo Pasquale, particolarmente nella Grande Veglia nella Notte Santa: rinnovando le promesse battesimali, riaffermiamo che Cristo è il Signore della nostra vita, quella vita che Dio ci ha comunicato quando siamo rinati “dall’acqua e dallo Spirito Santo”, e riconfermiamo il nostro fermo impegno di corrispondere all’azione della Grazia per essere suoi discepoli P. Benedetto XVI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Domenica delle Palme: >>>
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Se noi vogliamo andare incontro a Gesù e poi camminare insieme con Lui sulla sua strada, dobbiamo però chiedere: Che via è quella su cui Egli intende guidarci? Che cosa ci aspettiamo da Lui? Che cosa Egli s'aspetta da noi? Per capire quello che avvenne nella Domenica delle Palme e sapere che cosa essa, oltre che per quell'ora, significa per ogni tempo, si rivela importante un particolare, che diventò anche per i suoi discepoli la chiave per la comprensione dell'evento quando, dopo la Pasqua, ripercorsero con uno sguardo nuovo quelle giornate tumultuose. Gesù entra nella Città Santa cavalcando un asino, l'animale cioè della semplice gente comune della campagna, e per di più un asino che non gli appartiene, ma che Egli, per questa occasione, chiede in prestito. Non arriva in una sfarzosa carrozza regale, non a cavallo come i grandi del mondo, ma su un asino preso in prestito. Giovanni ci racconta che in un primo momento i discepoli questo non lo capirono. Solo dopo Pasqua si accorsero che Gesù, agendo così, dava compimento agli annunci dei profeti, capirono che il suo agire derivava dalla Parola di Dio e la portava al suo adempimento. .... P. Benedetto XVI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giovedì Santo: >>>
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Qui, pridie quam pro nostra omniumque salute pateretur, hoc est hodie, accepit panem: così diremo oggi nel Canone della Santa Messa. “Hoc est hodie” – la Liturgia del Giovedì Santo inserisce nel testo della preghiera la parola “oggi”, sottolineando con ciò la dignità particolare di questa giornata. È stato “oggi” che Egli l’ha fatto: per sempre ha donato se stesso a noi nel Sacramento del suo Corpo e del suo Sangue. Questo “oggi” è anzitutto il memoriale della Pasqua di allora. Tuttavia è di più. Con il Canone entriamo in questo “oggi”. Il nostro oggi viene a contatto con il suo oggi. Egli fa questo adesso. Con la parola “oggi”, la Liturgia della Chiesa vuole indurci a porre grande attenzione interiore al mistero di questa giornata, alle parole in cui esso si esprime. Cerchiamo dunque di ascoltare in modo nuovo il racconto dell’istituzione così come la Chiesa, in base alla Scrittura e contemplando il Signore stesso, lo ha formulato. ... Nel Cenacolo, Cristo dona ai discepoli il suo Corpo e il suo Sangue, cioè se stesso nella totalità della sua persona. Ma può farlo? È ancora fisicamente presente in mezzo a loro, sta di fronte a loro! La risposta è: in quell’ora Gesù realizza ciò che aveva annunciato precedentemente nel discorso sul Buon Pastore: “Nessuno mi toglie la mia vita: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo…” (Gv 10, 18). Nessuno può toglierGli la vita: Egli la dà per libera decisione. In quell’ora anticipa la crocifissione e la risurrezione. Ciò che là si realizzerà, per così dire, fisicamente in Lui, Egli lo compie già in anticipo nella libertà del suo amore. Egli dona la sua vita e la riprende nella risurrezione per poterla condividere per sempre. Signore, oggi Tu ci doni la tua vita, ci doni te stesso. Pènetraci con il tuo amore. Facci vivere nel tuo “oggi”. Rendici strumenti della tua pace! Amen.  P. Benedetto XVI

 

 

 

 

 

 

 

 

Venerdì Santo: >>>
Oggi comincia la Novena per la festa della Divina Miseriordia>>>

In Cristo, Dio si è rivelato come Amore (cfr 1Gv 4,7-10). La Croce di Cristo, la “parola della Croce” manifesta la potenza salvifica di Dio (cfr 1Cor 1,18), che si dona per rialzare l’uomo e portargli la salvezza: amore nella sua forma più radicale (cfr Enc. Deus caritas est, 12).

I“Quando tocchiamo la Croce, anzi, quando la portiamo, tocchiamo il mistero di Dio, il mistero di Gesù Cristo. Il mistero che Dio ha tanto amato il mondo – noi – da dare il Figlio unigenito per noi (cfr Gv 3, 16). Tocchiamo il mistero meraviglioso dell’amore di Dio, l’unica verità realmente redentrice. Ma tocchiamo anche la legge fondamentale, la norma costitutiva della nostra vita, cioè il fatto che senza il “sì” alla Croce, senza il camminare in comunione con Cristo giorno per giorno, la vita non può riuscire. Quanto più per amore della grande verità e del grande amore – per amore della verità e dell’amore di Dio – possiamo fare anche qualche rinuncia, tanto più grande e più ricca diventa la vita. Chi vuole riservare la sua vita per se stesso, la perde. Chi dona la sua vita – quotidianamente nei piccoli gesti, che fanno parte della grande decisione – questi la trova. È questa la verità esigente, ma anche profondamente bella e liberatrice, nella quale vogliamo passo passo entrare ... Voglia il Signore benedire questo cammino. Amen.” P. Benedetto XVI

Divina Misericordia

 ♦Introduzione

♦Oggetto

 ♦La festa della Divina Misericordia

♦Coroncina della Divina Misericordia

♦La Festa Il Decreto di Istituzione

♦L'indulgenza plenaria

♦La Novena

♦La Coroncina

 ♦Le promesse di Gesù misericordioso

♦L' immagine Gesù misericordioso

Le reliquie

♦IL DIARIO

♦Santa Faustina Kowalska

  ♦Il culto della Divina Misericordia

♦Le promesse di Gesù

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Sabto Santo>>>

“Il mistero del Sabato Santo”.. . Il Sabato Santo è il giorno del nascondimento di Dio .... Sabato Santo: l’oscurità di questo giorno interpella tutti coloro che si interrogano sulla vita, in modo particolare interpella noi credenti. Anche noi abbiamo a che fare con questa oscurità. ... Il Sabato Santo è la “terra di nessuno” tra la morte e la risurrezione, ma in questa “terra di nessuno” è entrato Uno, l’Unico, che l’ha attraversata con i segni della sua Passione per l’uomo: “Passio Christi. Passio hominis”. … Dio, in Gesù Cristo, ha condiviso non solo il nostro morire, ma anche il nostro rimanere nella morte. La solidarietà più radicale... ... Gesù Cristo è “disceso agli inferi”. Che cosa significa questa espressione? Vuole dire che Dio, fattosi uomo, è arrivato fino al punto di entrare nella solitudine estrema e assoluta dell’uomo, dove non arriva alcun raggio d’amore, dove regna l’abbandono totale senza alcuna parola di conforto: “gli inferi”. Gesù Cristo, rimanendo nella morte, ha oltrepassato la porta di questa solitudine ultima per guidare anche noi ad oltrepassarla con Lui. Tutti abbiamo sentito qualche volta una sensazione spaventosa di abbandono, e ciò che della morte ci fa più paura è proprio questo, come da bambini abbiamo paura di stare da soli nel buio e solo la presenza di una persona che ci ama ci può rassicurare. Ecco, proprio questo è accaduto nel Sabato Santo: nel regno della morte è risuonata la voce di Dio. E’ successo l’impensabile: che cioè l’Amore è penetrato “negli inferi”: anche nel buio estremo della solitudine umana più assoluta noi possiamo ascoltare una voce che ci chiama e trovare una mano che ci prende e ci conduce fuori. L’essere umano vive per il fatto che è amato e può amare; e se anche nello spazio della morte è penetrato l’amore, allora anche là è arrivata la vita. Nell’ora dell’estrema solitudine non saremo mai soli: “Passio Christi. Passio hominis”. Questo è il mistero del Sabato Santo! Proprio di là, dal buio della morte del Figlio di Dio, è spuntata la luce di una speranza nuova: la luce della Risurrezione... P. Benedetto XVI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Novena allo Santo Spirito clic per aprire collegam>>>

Frutti dello Spirito Santo clic per aprire collegam>>>

Pentecoste clic per aprire collegam>>>

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 


2018, 2017, 2016, 2015, 2014, 2013, 2012, 2011,

 

 

 

2018

Messaggio di P. Francesco per la Quaresima 2018:

Messaggio del Santo Padre per la GMG 2018:

 

 

 

2017

Messaggio di P. Francesco per la Quaresima 2017:

Messaggio del Santo Padre per la GMG 2017:

 

 

 

2016

Messaggio di P. Francesco per la Quaresima 2016:

Messaggio del Santo Padre per la GMG 2016:

 

 

 

 

2015

 

Messaggio del Santo PadreI per la Quaresima 2015:

Messaggio del Santo Padre per la GMG 2015:

 

 

2014

Messaggio del Santo Padre per la Quaresima 2014:

Messaggio del Santo Padre per la GMG 2014:

Omelia del Santo Padre Benedetto XVI per Mercoledì delle Ceneri , 5 marzo 2014 ">>> 

 

 

2013

La celebrazione della Quaresima, nel contesto dell’Anno della fede, ci offre una preziosa occasione per meditare sul rapporto tra fede e carità: tra il credere in Dio, nel Dio di Gesù Cristo, e l’amore, che è frutto dell’azione dello Spirito Santo e ci guida in un cammino di dedizione verso Dio e verso gli altri.. carità. ... Tutto parte dall'umile accoglienza della fede («il sapersi amati da Dio»), ma deve giungere alla verità della carità («il saper amare Dio e il prossimo»), che rimane per sempre, come compimento di tutte le virtù (cfr 1 Cor 13,13).. >>>: 

Omelia del Santo Padre Francisco per la SANTA

MESSA NELLA CENA DEL SIGNORE 2013 >>>

Omelia Celebrazione della Passione del Signore >>>

Omelia del Santo Padre Francisco per la SANTA MESSA DEL CRISMA 2013 . >>>

Omelia del Santo Padre Francisco per la DELLA DOMENICA DELLE PALME E DELLA PASSIONE DEL SIGNORE 2013. >>>

Regina Coeli Santo Padre Francisco 2013>>>   

"Urbi et Orbi"2013>>> 

VEGLIA PASQUALE NELLA NOTTE SANTA-OMELIA DEL SANTO PADRE Francisco2013 >>>   

"Urbi et Orbi" Message>>>   

 

2012

Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la Quaresima 2012 «Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone» (Eb 10, 24) «La Quaresima ci offre ancora una volta l’opportunità di riflettere sul cuore della vita cristiana: la carità... Mai dobbiamo essere incapaci di “avere misericordia” verso chi soffre; mai il nostro cuore deve essere talmente assorbito dalle nostre cose e dai nostri problemi da risultare sordo al grido del povero». >>>

Omelia del Santo Padre Benedetto XVI per Mercoledì delle Ceneri , 22 february 2012 " >>> 

Incontro con i Parroci di Roma. >>>  

I Domenica di Quaresima 2012   >>>: 

II Domenica di Quaresima 2012 Omelia
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II Domenica di Quaresima Angelus >>>:

III Domenica di Quaresima 2012
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IV Domenica di Quaresima 2012 
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V Domenica di Quaresima 2011 
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Domenica delle Palme e della Passione del Signore World Youth Day(Video) 

Santa Messa del Crisma 2012 . read>>>: 

Giovedì Santo 2012 . read>>> 

Venerdì Santo2012. read>>> 

 

Holy Father's Homily during the Chrism Mass
2012 
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Holy Father's Homily during Mass of the Lord’s Supper 2012 . >>> 

Homily during Mass of the Lord’s Passion Sunday 2012.>>> 

VEGLIA PASQUALE NELLA NOTTE SANTA-OMELIA DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI>>> 

"Urbi et Orbi" Message>>>   

Meeting with the youth World Youth Day>>> 

Holy Father's Message for the 27th World Youth>>>

VEGLIA PASQUALE NELLA NOTTE SANTA-OMELIA DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI>>> 

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Meeting with the youth World Youth Day>>> 

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Holy Father's Homily during the Chrism Mass
2012 
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Holy Father's Homily during Mass of the Lord’s Supper 2012 . >>> 

Homily during Mass of the Lord’s Passion Sunday 2012.>>> 

 

 

2011

Omelia del Santo Padre Benedetto XVI per la SANTA MESSA NELLA CENA DEL SIGNORE 2011. >>>

Omelia del Santo Padre Benedetto XVI per la SANTA MESSA DEL CRISMA 2011 . >>>

Omelia del Santo Padre Benedetto XVI per la DELLA DOMENICA DELLE PALME E DELLA PASSIONE DEL SIGNORE 2011. >>>

Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la Quaresima 2011
Con Cristo siete sepolti nel Battesimo, con lui siete anche risorti” (cfr Col 2,12) . >>>

Holy Father's Message to Youth in PowerPoint 
"Dare to love” by following the example of the saints">>>>>> 

Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la Gioventù 2011 
“Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede" (cfr. Col 2,7)”>>>

Omelia di Santo Padre Benedetto XVI, Mercoledì delle Ceneri , 9 marzo 2011 ">>>

Benedetto XVI con i the Parish Priests of the Rome Diocese: 2011 
His Holiness Benedict XVI  >>>

Padre Benedetto XVI, 1° Domenica di Quaresima 2011 >>>

 



  

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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