Novena a S. Giuseppe

 

| Home |

(Inizia il 10 MARZO, se avete l'intenzione di prepararvi alla festa del 19 marzo con la pia pratica di una novena , altrimenti potete pregarla in qualsiasi momento dell’anno, se ne avete il bisogno), leggi l'esortazione apostolica di san Giovanni Paolo II su san Giuseppe.

San Giuseppe I Papi su San Giuseppe Preghiera per la Novena

Giorno 1    Giorno 2    Giorno 3    Giorno 4    Giorno 5    Giorno 6    Giorno 7    Giorno 8     Giorno 9

 

Preghiera per al Novena
O glorioso S. Giuseppe,
fedele seguace di Gesù Cristo,
a te alziamo i cuori e le mani per implorare la tua potente intercessione
per ottenere dal Cuore benigno di Gesù,
ogni aiuto e grazia necessari alla nostra salute spirituale e temporale,
in particolare la grazia di una buona morte e la grazia speciale che ora imploriamo.

O guardiano del Verbo Incarnato,
confidiamo vivamente che le tue preghiere a nostro favore
saranno ascoltate davanti al nostro Dio.

O glorioso S. Giuseppe,
per l’amore che tu porti a Gesù Cristo,
e per la gloria del Suo nome, ascolta le nostre preghiere,
e ottieni per noi le nostre suppliche.

Preghiamo:
O glorioso S. Giuseppe, Sposo della Vergine Immacolata,
ottieni per me un cuore puro, umile e caritatevole,
e perfetta obbedienza alla Volontà divina.
Sii per me guida, padre e modello per tutta la vita
affinché io meriti di morire come te, fra le braccia di Gesù e Maria.

 


Sain Giuseppe

L'amato Papa Giovanni Paolo II, che era molto devoto di san Giuseppe, ci ha lasciato una mirabile meditazione a lui dedicata nell'Esortazione apostolica Redemptoris Custos, "Custode del Redentore".

What we know about the life of Saint Joseph is contained in the gospels of Saint Matthew and Saint Luke. He has become known as the "Just man".

The name foster-father of Our Lord appears in local martyrologies of the ninth and tenth centuries. The first church dedicated in his honor was in 1129 in Bologna. Pope Sixtus IV(1471-84) added the feast of Saint Joseph to the Roman Calendar. Pope Pius IX placed the whole Church under the Patronage of Saint Joseph in 1870.

In 1989, Pope John Paul II reflected deeply on the life and witness of Saint Joseph in Redemptoris Custos "Guardian of the Redeemer" (q.v).

Among the saints known to have had particular devotions to Saint Joseph are Saint Bernard, Saint Thomas Aquinas, Saint Gertrude, Saint Bridget of Sweden, Saint Alphonsus and Saint Teresa of Avila.

As the Bible tells us, Saint Joseph was descended from the royal house of David. A village carpenter of Nazareth, he was chosen among all men to be the husband and protector of the Virgin Mother of Jesus Christ. To his loving care was entrusted the childhood and youth of the Redeemer of the world. He reveals to us the perfect model of Christianity through his purity of heart, patience, and fortitude.

Poor in worldly possessions, he was rich in grace. Devotion to Saint Joseph, was fervent in the East from the early ages, and has spread and increased. Today, Catholics of all nations honor him.

There are many stories about the miraculous intervention of Saint Joseph. One is a medieval account of how a famine in Sicily was ended after a Novena to Saint Joseph. A more recent story is of the mysterious "itinerant carpenter" who volunteered to build an architecturally unique spiral staircase in a convent chapel in Santa Fe, New Mexico, which is as sound today as when it was first built, and has never needed repair.

According to ancient tradition, Saint Joseph watches over and protects the Church. He is considered the model of perfect Christian life and the patron of a happy death. His patronage extends over the Mystical Body of Christ, over the Christian family and schools, carpenters, fathers, laborers, and all individuals who appeal to his charity and intercession, especially in the hour of death. Joseph, when dying, received the loving ministry of his foster Son, Jesus, and his spouse, the Blessed Virgin Mary, so it is believed that his intercession may well obtain the mercy of God and the grace of a peaceful and holy death.

His feast is celebrated on March 19, and a special memorial to Saint Joseph the Worker is observed on May 1.

The name of Saint Joseph was added to Eucharistic Prayers II, III, and IV by a decree dated May 1, 2013, the Memorial of Saint Joseph the Worker. The decree, issued by the Congregation for Divine Worship and the Discipline of the Sacraments (CDW) was released June 17, effective immediately.

Saint Joseph’s name was added to the Roman Canon(Eucharistic Prayer I) by Blessed Pope John XXII, during the Second VaticanCouncil.  The decision to add his name to Eucharistic Prayers II, III, and IV was originally made by Pope Benedict XVI, and this was confirmed by Pope Francis.

Saint Joseph’s name is inserted into these prayers just after the name of the Blessed Virgin Mary, in these words: “with blessed Joseph, her Spouse” (cum beato Joseph, eius Sponso).

 

***

I Papi su S. Giuseppe

P. Benedict XVI

Tra i molti aspetti che pone in luce, un accento particolare dedica al silenzio di san Giuseppe. Il suo è un silenzio permeato di contemplazione del mistero di Dio, in atteggiamento di totale disponibilità ai voleri divini. In altre parole, il silenzio di san Giuseppe non manifesta un vuoto interiore, ma, al contrario, la pienezza di fede che egli porta nel cuore, e che guida ogni suo pensiero ed ogni sua azione. Un silenzio grazie al quale Giuseppe, all'unisono con Maria, custodisce la Parola di Dio, conosciuta attraverso le Sacre Scritture, confrontandola continuamente con gli avvenimenti della vita di Gesù; un silenzio intessuto di preghiera costante, preghiera di benedizione del Signore, di adorazione della sua santa volontà e di affidamento senza riserve alla sua provvidenza. Non si esagera se si pensa che proprio dal "padre" Giuseppe Gesù abbia appreso - sul piano umano - quella robusta interiorità che è presupposto dell'autentica giustizia, la "giustizia superiore", che Egli un giorno insegnerà ai suoi discepoli (cfr Mt 5, 20).

Lasciamoci "contagiare" dal silenzio di san Giuseppe! Ne abbiamo tanto bisogno, in un mondo spesso troppo rumoroso, che non favorisce il raccoglimento e l'ascolto della voce di Dio.

 

Pope Benedict XVI
Angelus
December 18, 2005

***

GIOVANNI PAOLO II

UDIENZA GENERALE

Mercoledì, 19 marzo 2003

Solennità di San Giuseppe, 
Sposo della B.V. Maria, Patrono della Chiesa universale

 

1. Celebriamo quest’oggi la solennità di San Giuseppe, Sposo di Maria (Mt 1,24; Lc 1,27). La liturgia ce lo addita come "padre" di Gesù (Lc 2,27.33.41.43.48), pronto a realizzare i disegni divini, anche quando sfuggono all’umana comprensione. Attraverso di lui, "figlio di David" (Mt 1,20; Lc 1,27), si sono compiute le Scritture e il Verbo Eterno si è fatto uomo, per opera dello Spirito Santo, nel seno della Vergine Maria. San Giuseppe viene definito nel Vangelo "uomo giusto" (Mt 1,19), ed è per tutti i credenti modello di vita nella fede.

2. La parola "giusto" evoca la sua rettitudine morale, il sincero attaccamento alla pratica della legge e l’atteggiamento di totale apertura alla volontà del Padre celeste. Anche nei momenti difficili e talora drammatici, l’umile carpentiere di Nazaret mai arroga per sé il diritto di porre in discussione il progetto di Dio. Attende la chiamata dall’Alto e in silenzio rispetta il mistero, lasciandosi guidare dal Signore. Una volta ricevuto il compito, lo esegue con docile responsabilità: ascolta sollecitamente l’angelo quando si tratta di prendere come sposa la Vergine di Nazaret (cfr Mt 1, 18-25), nella fuga in Egitto (cfr Mt 2, 13-15) e nel ritorno in Israele (cfr ibid. 2, 19-23). In pochi ma significativi tratti gli evangelisti lo descrivono come custode premuroso di Gesù, sposo attento e fedele, che esercita l’autorità familiare in un costante atteggiamento di servizio. Null’altro di lui ci raccontano le Sacre Scritture, ma in questo silenzio è racchiuso lo stile stesso della sua missione: una esistenza vissuta nel grigiore della quotidianità, ma con una sicura fede nella Provvidenza.

3. Ogni giorno san Giuseppe dovette provvedere alle necessità della famiglia con il duro lavoro manuale. Per questo giustamente la Chiesa lo addita come patrono dei lavoratori.

L’odierna solennità costituisce pertanto un’occasione propizia per riflettere anche sull’importanza del lavoro nell’esistenza dell'uomo, nella famiglia e nella comunità.

L’uomo è soggetto e protagonista del lavoro e, alla luce di questa verità, si può ben percepire il nesso fondamentale esistente tra persona, lavoro e società. L’attività umana - ricorda il Concilio Vaticano II - deriva dall’uomo ed è ordinata all’uomo. Secondo il disegno e la volontà di Dio, essa deve servire al vero bene dell’umanità e permettere "all'uomo come singolo o come membro della società di coltivare e di attuare la sua integrale vocazione" (cfr Gaudium et spes, 35).

Per portare a compimento questo compito, va coltivata una "provata spiritualità del lavoro umano" ancorata, con salde radici, al "Vangelo del lavoro" e i credenti sono chiamati a proclamare e testimoniare il significato cristiano del lavoro nelle loro diverse attività occupazionali (cfr Laborem exercens, 26).

4. San Giuseppe, santo così grande e così umile, sia esempio a cui i lavoratori cristiani si ispirano, invocandolo in ogni circostanza. Al provvido custode della Santa Famiglia di Nazaret vorrei quest’oggi affidare i giovani che si preparano alla futura professione, i disoccupati e coloro che soffrono i disagi delle ristrettezze occupazionali, le famiglie e l’intero mondo del lavoro con le attese e le sfide, i problemi e le prospettive che lo contrassegnano.

San Giuseppe, patrono universale della Chiesa, vegli sull’intera Comunità ecclesiale e, uomo di pace qual era, ottenga per l’intera umanità, specialmente per i popoli minacciati in queste ore dalla guerra, il prezioso dono della concordia e della pace. 

 

***

GIOVANNI PAOLO II ANGELUS Domenica, 17 marzo 2002 

Carissimi Fratelli e Sorelle!

1. Dopodomani, 19 marzo, celebreremo la solennità di San Giuseppe, sposo della Vergine Maria e Patrono della Chiesa universale. L'estrema discrezione con cui Giuseppe svolse il ruolo affidatogli da Dio fa risaltare ancor più la sua fede, che consistette nel porsi sempre in ascolto del Signore cercando di comprenderne la volontà, per obbedire ad essa con tutto il cuore e con tutte le forze. Per questo il Vangelo lo definisce uomo "giusto" (Mt 1,19). Il giusto, infatti, è persona che prega, vive di fede, e cerca di operare il bene in ogni concreta circostanza della vita.

La fede, sostanziata di preghiera: ecco il tesoro più prezioso che san Giuseppe ci trasmette. Sulla sua scia si sono poste generazioni di padri che, con l'esempio d'una vita semplice e laboriosa, hanno impresso nell'animo dei figli il valore inestimabile della fede, senza il quale ogni altro bene rischia di risultare vano. Fin d'ora mi è caro assicurare una preghiera speciale per tutti i papà, nel giorno a loro dedicato: chiedo a Dio che siano uomini di robusta vita interiore, per adempiere in modo esemplare la loro missione nella famiglia e nella società.

2. Nel pomeriggio di giovedì prossimo 21 marzo, primo giorno di primavera, avrò la gioia di incontrare i giovani di Roma, che si riuniranno in Piazza San Pietro in preparazione alla Domenica delle Palme ed alla Giornata Mondiale della Gioventù. Invito i ragazzi e le ragazze di tutte le parrocchie della Diocesi a questo appuntamento. Insieme rifletteremo sul mandato che Gesù affida a ogni battezzato: "Voi siete il sale della terra... voi siete la luce del mondo" (Mt 5,13-14).

3. Mentre pensiamo a questi prossimi appuntamenti ecclesiali, lo sguardo si proietta già alla Settimana Santa e ai solenni riti del Triduo Pasquale.

La Vergine Maria ci accompagni in questi ultimi giorni della Quaresima e ci faccia sperimentare la sua consolante protezione. Ogni credente trovi in Lei la guida dolce e forte per incontrare, con rinnovato fervore, Cristo nel mistero della sua morte e risurrezione.

 

***

L'amato Papa Giovanni Paolo II, che era molto devoto di san Giuseppe, ci ha lasciato una mirabile meditazione a lui dedicata nell'Esortazione apostolica Redemptoris Custos, "Custode del Redentore".  1989

 


S.S. LEONE XIII QUAMQUAM PLURIES ENCYCLICAL LETTERA ENCICLICA DI  S.S. LEONE XIII

SULLA DEVOZIONE A SAN GIUSEPPE

Ai Venerabili Fratelli Patriarchi, Primati, Arcivescovi, Vescovi e agli altri Ordinarii territoriali che sono in pace e comunione con la Sede Apostolica.

Il Papa Leone XIII. Venerabili Fratelli, salute e Apostolica Benedizione.

Quantunque abbiamo già ordinato più volte che si facessero in tutto il mondo particolari preghiere e si raccomandassero a Dio nel modo più ampio gl’interessi della cattolicità, tuttavia nessuno si stupirà se riteniamo opportuno anche oggi ribadire nuovamente questo stesso dovere. Nei tempi funesti, soprattutto quando il potere delle tenebre sembra possa osare tutto a danno della cattolicità, la Chiesa è sempre stata solita supplicare Dio, suo autore e garante, con maggiore fervore e perseveranza, invocando pure l’intercessione dei Santi e particolarmente dell’augusta Vergine, madre di Dio, nel patrocinio dei quali vede il massimo della propria sicurezza. Presto o tardi il frutto delle preghiere e della speranza nella bontà divina si evidenzia.

Ora vi è ben noto, Venerabili Fratelli, che il tempo presente non è meno calamitoso di quelli più tristi già subiti dalla cristianità. Vediamo infatti perire in moltissimi la fede, che è il principio di tutte le virtù cristiane; vediamo raffreddarsi la carità, e la gioventù degradarsi nei costumi e nelle idee; dovunque si osteggia con violenza e con perfidia la Chiesa di Gesù Cristo; si combatte atrocemente il Pontificato; e con tracotanza ogni giorno più sfrontata si tenta di scalzare le stesse fondamenta della religione. Dove si sia precipitati e che cosa ancora si vada agitando negli animi è più noto di quanto sia necessario spiegarlo con le parole.

In questa difficile e miserabile situazione, poiché i mali sono più forti dei rimedi umani, non resta che chiedere la guarigione alla potenza divina. Pertanto ritenemmo opportuno spronare la pietà del popolo cristiano perché implori con nuovo fervore e nuova costanza l’aiuto di Dio onnipotente. Quindi, avvicinandosi il mese di ottobre, che in passato abbiamo già decretato sacro alla Vergine Maria del Rosario, vi esortiamo calorosamente a che quest’anno tutto il mese suddetto venga celebrato con la maggior devozione, pietà e partecipazione possibili. Sappiamo bene che nella materna bontà della Vergine è pronto il rifugio, e siamo certi che le Nostre speranze non sono invano riposte in Lei. Se tante volte Ella ci fu propizia nei fortunosi tempi del cristianesimo, perché temere che non voglia ripetere gli esempi del suo potere e della sua grazia, ove sia umilmente costantemente invocata con preghiere comuni? Anzi, tanto più speriamo che in mirabile modo ci assista, quanto più a lungo volle essere pregata.

Se non che un’altra cosa Ci siamo pure proposta, e per essa voi, Venerabili Fratelli, Ci presterete, come al solito, la vostra diligente cooperazione: per meglio rendere Iddio favorevole alle nostre preci e perché Egli, supplicato da più intercessori, porga più rapido e largo soccorso alla sua Chiesa, riteniamo che sia sommamente conveniente che il popolo cristiano si abitui a pregare con singolare devozione e animo fiducioso, insieme alla Vergine Madre di Dio, il suo castissimo sposo San Giuseppe: il che abbiamo particolari motivi di credere che debba tornare accetto e caro alla stessa Vergine.

Quanto a questo argomento che per la prima volta trattiamo pubblicamente, ben sappiamo che la pietà popolare, poco favorevole, venne successivamente aumentando da quando i romani Pontefici, fin dai primi secoli, si impegnarono gradualmente a diffondere maggiormente e per ogni dove il culto di Giuseppe: abbiamo visto che esso è venuto aumentando ovunque in questi ultimi tempi, soprattutto da quando Pio IX, Nostro antecessore di felice memoria, su richiesta di moltissimi Vescovi, ebbe dichiarato il santissimo Patriarca patrono della Chiesa cattolica.

Nondimeno, poiché è di tanto rilievo che il suo culto metta profonde radici nelle istituzioni e nelle abitudini cattoliche, vogliamo che il popolo cristiano anzitutto riceva nuovo impulso dalla Nostra voce e dalla Nostra autorità.

Le ragioni per cui il beato Giuseppe deve essere patrono speciale della Chiesa, e la Chiesa ripromettersi moltissimo dalla tutela e dal patrocinio di lui, nascono principalmente dal fatto che egli fu sposo di Maria e padre putativo di Gesù Cristo. Da qui derivarono tutta la sua grandezza, la grazia, la santità e la gloria. Certamente la dignità di Madre di Dio è tanto in alto che nulla vi può essere di più sublime. Ma poiché tra Giuseppe e la beatissima Vergine esistette un nodo coniugale, non c’è dubbio che a quell’altissima dignità, per cui la Madre di Dio sovrasta di gran lunga tutte le creature, egli si avvicinò quanto nessun altro mai. Infatti il matrimonio costituisce la società, il vincolo superiore ad ogni altro: per sua natura prevede la comunione dei beni dell’uno con l’altro. Pertanto se Dio ha dato alla Vergine in sposo Giuseppe, glielo ha dato pure a compagno della vita, testimone della verginità, tutore dell’onestà, ma anche perché partecipasse, mercé il patto coniugale, all’eccelsa grandezza di lei.

Così pure egli emerge tra tutti in augustissima dignità, perché per divina disposizione fu custode e, nell’opinione degli uomini, padre del Figlio di Dio. Donde consegue che il Verbo di Dio modestamente si assoggettasse a Giuseppe, gli obbedisse e gli prestasse quell’onore e quella riverenza che i figli debbono al padre loro.

Ora, da questa doppia dignità scaturivano naturalmente quei doveri che la natura prescrive ai padri di famiglia; per cui Giuseppe fu ad un tempo legittimo e naturale custode, capo e difensore della divina famiglia. E questi compiti e uffici egli infatti esercitò finché ebbe vita. S’impegnò a tutelare con sommo amore e quotidiana vigilanza la sua consorte e la divina prole; procacciò loro di continuo con le sue fatiche il necessario alla vita; allontanò da loro i pericoli minacciati dall’odio di un re, portandoli al sicuro altrove; nei disagi dei viaggi e nelle difficoltà dell’esilio fu compagno inseparabile, aiuto e conforto alla Vergine e a Gesù.

Ora la casa divina, che Giuseppe con quasi patria potestà governava, era la culla della nascente Chiesa.

La Vergine santissima, in quanto madre di Gesù Cristo, è anche madre di tutti i cristiani, da lei generati, in mezzo alle atrocissime pene del Redentore sul Calvario; così pure Gesù Cristo è come il primogenito dei cristiani, che gli sono fratelli per adozione e redenzione.

Ne consegue che il beatissimo Patriarca si consideri protettore, in modo speciale, della moltitudine dei cristiani di cui è formata la Chiesa, cioè di questa innumerevole famiglia sparsa in tutto il mondo sulla quale egli, come sposo di Maria e padre di Gesù Cristo, ha un’autorità pressoché paterna. È dunque cosa giusta e sommamente degna del beato Giuseppe che, come egli un tempo soleva tutelare santamente in ogni evento la famiglia di Nazaret, così ora col suo celeste patrocinio protegga e difenda la Chiesa di Cristo.

Queste cose, Venerabili Fratelli, come sapete, trovano riscontro in ciò che pensarono parecchi Padri della Chiesa, d’accordo con la sacra liturgia, e cioè che l’antico Giuseppe, figlio del patriarca Giacobbe, anticipasse la persona e il ministero del nostro, e col suo splendore simboleggiasse la grandezza del futuro custode della divina famiglia. Per la verità, oltre all’avere entrambi lo stesso nome, non privo di significato, corrono tra loro ben altre chiarissime rassomiglianze a voi ben note: prima di tutte quella che l’antico Giuseppe si guadagnò in modo singolare la benevolenza e la grazia del suo signore, e che, avendo da lui avuto il governo della casa, tutte le prosperità e le benedizioni piovevano, per riguardo a Giuseppe, sul suo padrone. Ma v’è di più: egli, per volontà del monarca, governò con poteri sovrani tutto il regno, e nel tempo di pubblica calamità, per mancati raccolti e per la carestia, sovvenne con così stupenda provvidenza agli Egizi e ai popoli confinanti, che il re decretò si chiamasse salvatore del mondo.

Così in quell’antico Patriarca è possibile ravvisare la figura del nostro. Come quegli fu benefico e salutare per la casa del suo padrone e poi per tutto il regno, così questi, destinato alla custodia della cristianità, si deve reputare difensore e tutore della Chiesa, la quale è veramente la casa del Signore e il regno di Dio in terra.

Tutti i cristiani, di qualsivoglia condizione e stato, hanno ben motivo di affidarsi e abbandonarsi all’amorosa tutela di San Giuseppe. In Giuseppe i padri di famiglia hanno il più sublime modello di paterna vigilanza e provvidenza; i coniugi un perfetto esemplare d’amore, di concordia e di fede coniugale; i vergini un esempio e una guida dell’integrità verginale. I nobili, posta dinanzi a sé l’immagine di Giuseppe, imparino a serbare anche nell’avversa fortuna la loro dignità; i ricchi comprendano quali siano i beni che è opportuno desiderare con ardente bramosia e dei quali fare tesoro.

I proletari poi, gli operai e quanti sono meno fortunati, debbono, per un titolo o per diritto loro proprio, ricorrere a San Giuseppe, e da lui apprendere ciò che devono imitare. Infatti egli, sebbene di stirpe regia, unito in matrimonio con la più santa ed eccelsa tra le donne, e padre putativo del Figlio di Dio, nondimeno passa la sua vita nel lavoro, e con l’opera e l’arte sua procura il necessario al sostentamento dei suoi.

Se si riflette in modo avveduto, la condizione abietta non è di chi è più in basso: qualsiasi lavoro dell’operaio non solo non è disonorevole, ma associato alla virtù può molto, e nobilitarsi. Giuseppe, contento del poco e del suo, sopportò con animo forte ed elevato le strettezze inseparabili da quel fragilissimo vivere, dando esempio al suo figliuolo, il quale, pur essendo signore di tutte le cose, vestì le sembianze di servo, e volontariamente abbracciò una somma povertà e l’indigenza.

Di fronte a queste considerazioni, i poveri e quanti si guadagnano la vita col lavoro delle mani debbono sollevare l’animo, e rettamente pensare. A coloro ai quali, se è vero che la giustizia consente di potere affrancarsi dalla indigenza e levarsi a migliore condizione, tuttavia né la ragione né la giustizia permettono di sconvolgere l’ordine stabilito dalla provvidenza di Dio. Anzi, il trascendere alla violenza e compiere aggressioni in genere e tumulti è un folle sistema che spesso aggrava i mali stessi che si vorrebbero alleggerire. Quindi i proletari, se hanno buon senso, non confidino nelle promesse di gente sediziosa, ma negli esempi e nel patrocinio del beato Giuseppe, e nella materna carità della Chiesa la quale si prende ogni giorno grande cura del loro stato.

Pertanto, Venerabili Fratelli, ripromettendoci moltissimo dalla vostra autorità e dal vostro zelo episcopale, né dubitando che le pie e buone persone intraprendano molte altre cose, e anche maggiori di quelle comandate da Noi, decretiamo che in tutto il mese di ottobre si aggiunga nella recita del Rosario, da Noi già prescritto altre volte, l’orazione a San Giuseppe, il cui testo riceverete insieme con quell’Enciclica, e così si faccia ogni anno in perpetuo.

A coloro, poi, che devotamente reciteranno la suddetta orazione, concediamo ogni volta l’indulgenza di sette anni e altrettante quarantene. È anche proficuo e sommamente apprezzabile il consacrare, come già avviene in vari luoghi, con giornalieri esercizi di pietà il mese di marzo in onore del Santo Patriarca. Dove poi ciò non si possa fare agevolmente, sarebbe almeno desiderabile che prima della sua festa, nel tempio principale di ciascun luogo, si celebrasse un triduo di preghiere.

Raccomandiamo inoltre a tutti i fedeli dei paesi nei quali il 19 marzo, giorno sacro a San Giuseppe, non è compreso nel novero delle feste di precetto, che non trascurino tuttavia per quanto è possibile, di santificarlo almeno privatamente, ad onore del celeste Patrono, quasi fosse giorno festivo.

Frattanto, auspice dei celesti doni e pegno della Nostra benevolenza verso di voi, Venerabili Fratelli, impartiamo di tutto cuore nel Signore l’Apostolica Benedizione a voi, al Clero e al vostro popolo.

Dato a Roma, presso San Pietro, il 15 agosto 1889, anno duodecimo del Nostro Pontificato.

 

LEONE PP. XIII


Orazione a San Giuseppe

 

A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione ricorriamo, e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio dopo quello della tua Santissima Sposa.

Deh! per quel sacro vincolo di carità che ti strinse all’Immacolata Vergine Madre di Dio, e per l’amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, guarda, te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità che Gesù Cristo acquistò col suo sangue, e col tuo potere ed aiuto sovvieni ai nostri bisogni.

Proteggi, o provvido Custode della divina Famiglia, l’eletta prole di Gesù Cristo; allontana da noi, o Padre amantissimo, la peste di errori e di vizi che ammorba il mondo; assistici propizio dal cielo in questa lotta contro il potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del pargoletto Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità: e stendi ognora sopra ciascuno di noi il tuo patrocinio, affinché sul tuo esempio, e mercé il tuo soccorso, possiamo vivere virtuosamente, piamente morire, e conseguire l’eterna beatitudine in cielo. Così sia.

Copyright © Libreria Editrice Vaticana

***

 

 


PRIMO GIORNO

Ricordando la totale sottomissione al volere di Dio, che fu propria di San Giuseppe,
ripetiamo con spirito di fede: "Sia fatta la tua volontà, Signore!", e chiediamo a questo grande santo che moltiplichi, per quanti sono gli uomini, questa invocazione, rendendoli tutti docili al divino volere.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre. 

 

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre. 

Litanie a San Giuseppe (facoltative)

San Giuseppe, pregha per noi!

 

 

SECONDO GIORNO

Ricordando l' amore di San Giuseppe al lavoro, che lo fece modello di tutti gli operai, preghiamo per essi, perché non sciupino la fatica delle loro mani e della loro mente, ma, offrendolo al padre, la trasformino in moneta preziosa, con la quale possano meritarsi una ricompensa eterna. 

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre. 

Litanie a San Giuseppe (facoltative)

San Giuseppe, pregha per noi!

 

TERZO GIORNO

Ricordando la serenità che San Giuseppe ebbe nelle diverse traversie della vita, preghiamo per tutti coloro che nella contrarietà si lasciano abbattere, chiedendo per tutti la forza necessaria e serenità nel dolore.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre. 

Litanie a San Giuseppe (facoltative)

San Giuseppe, pregha per noi!

 

 

QUARTO GIORNO

Ricordando il silenzio di San Giuseppe, che gli permise di ascoltare la voce di Dio che gli parlava indirizzandolo sempre e dovunque, facciamo silenzio interiore, pregando perché tutti sappiano nel silenzio accogliere la parola di Dio e conoscere la sua volontà e i suoi disegni. 

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre. 

Litanie a San Giuseppe (facoltative)

San Giuseppe, pregha per noi!

 

 

QUINTO GIORNO

Ricordando la castità di San Giuseppe, da lui custodita nel modo più perfetto, nell'offerta a Dio di ogni suo affetto, pensiero e azione, preghiamo perché tutti e soprattutto i giovani sappiano vivere i loro giorni nella purezza con gioia e generosità. 

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre. 

Litanie a San Giuseppe (facoltative)

San Giuseppe, pregha per noi!

 

 

SESTO GIORNO

Ricordando la profonda umiltà di San Giuseppe davanti a Dio, al prossimo ed a se stesso, e la dedizione con cui si sacrificò a Gesù e Maria che il Signore gli aveva affidato, preghiamo per i padri di famiglia, perché siano suoi imitatori nel reggere quella cellula della società che ha così bisogno di essere consolidata.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre. 

Litanie a San Giuseppe (facoltative)

San Giuseppe, pregha per noi!

 

SETTIMO GIORNO

Ricordando il tenero affetto di San Giuseppe per la sua sposa Maria SS., con cui condivise pene e gioie della vita, e che egli rispettò e venerò come Madre di Dio, preghiamo per tutti gli sposi, perché siano fedeli agli impegni assunti col matrimonio e perché nella mutua comprensione e nel rispetto reciproco possano portare a termine la loro missione.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre. 

Litanie a San Giuseppe (facoltative)

San Giuseppe, pregha per noi!

 

 

 

OTTAVO GIORNO

Ricordando la gioia che San Giuseppe provava nello stringere Gesù bambino, tra le braccia, preghiamo perché tra genitori e figli vi sia sempre quella comprensione affettuosa e sincera che rende buoni gli uni verso gli altri. 

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre. 

Litanie a San Giuseppe (facoltative)

San Giuseppe, pregha per noi!

 

NONO GIORNO

Ricordando la morte santa di San Giuseppe, fra le braccia di Gesù e di Maria, preghiamo per tutti i moribondi e perché la nostra morte sia dolce e serena come la sua. Con piena fiducia, ricorriamo a lui raccomandandogli l'intera Chiesa. 

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre. 

Litanie a San Giuseppe (facoltative)

San Giuseppe, pregha per noi!