♦Preghiera

♦Meditazioni e Riflessioni su:

Novembre mese dedicato alle Anime Sante

Tutti i Santi

"Il mese di novembre inizia con due bellissimi giorni:

la festa di Tutti i Santi e la festa delle Anime Sante del Purgatorio.

La Santa Madre Chiesa ricorda tutti i suoi figli, ai quali ha dato la possibilità di partecipare alla vita di Gesù attraverso il Battesimo...Tutti sappiamo che durante questo intero mese offriamo loro un amore e un’attenzione particolari, pregando a loro e per loro.”

Santa Teresa di Calcutta

♦I santi seguono Gesù

 

La santità non è un lusso

Padre Cantalamessa sulla Santità

Apocalisse 7:2-4,9-14; Giovanni 3:1-3; Matteo 5:1-12°

.

I santi che la liturgia celebra in questa solennità non sono soltanto quelli canonizzati dalla Chiesa e ricordati nei nostri calendari. Sono tutti quelli che, ormai salvati,formano la Gerusalemme celestiale. Parlando dei santi, San Bernardo ha detto: “Cerchiamo di non essere pigri nell’imitare coloro che siamo felici di celebrare.” Pertanto, questa è l’occasione ideale per riflettere sulla “chiamata universale di tutti i Cristiani alla santità.”

 

La prima cosa da fare quando parliamo di santità è di svincolare questa parola dalla paura che potrebbe suscitare, a causa di qualche erronea rappresentazione che a volte ne viene fatta. La santità può implicare fenomeni straordinari, ma non si identica con questi. Se tutti siamo chiamati alla santità è perché, quando è propriamente compresa, può essere raggiunta da qualsiasi persona, e fa parte della normalità della vita cristiana.

 

Dio è il “Solo Santo” e “la fonte di ogni santità.” “Quando qualcuno tenta di vedere come l’uomo possa entrare nella sfera della santità di Dio e che cosa significhi essere santo, immediatamente prevale nella sua mente l’idea rituale dell’Antico Testamento.

 

I mezzi della santità di Dio sono oggetti, luoghi, riti e prescrizioni. E’ vero che, specialmente con i Profeti e nei Salmi si ascoltano voci diverse, squisitamente morali, ma voci che rimangono isolate. Al tempo di Gesù, ancora prevale l’idea, tra i Farisei, che la santità e la giustizia consistono in una purezza rituale e in una scrupolosa osservanza della legge.

 

Guardando al Nuovo Testamento, osserviamo profondi cambiamenti. La santità non risiede nelle mani, ma nei cuori, non è decisa al di fuori ma nell’interiorità dell’uomo, ed è riassunta nella carità.

 

I mediatori della santità di Dio non sono più i luoghi (il Tempio di Gerusalemme o la Montagna delle Beatitudini), i riti, gli oggetti o le leggi, ma una persona, Gesù Cristo. In Gesù Cristo si riassume la vera santità di Dio, santità ch viene a noi in una persona, non in un suo lontano riverbero. Lui è il “Santo di Dio”. (Giovanni 6:69).

 

Veniamo in contatto con la santità di Cristo ed essa ci viene comunicata in due modi: attraverso l’appropriazione e attraverso l’ imitazione. La santità è soprattutto un dono, una grazia. Considerato il fatto che apparteniamo più a Cristo che a noi stessi, essendo stati” riscattati a un grande prezzo”, ne segue inversamente che la santità di Cristo appartiene a noi più che la nostra stessa santità. E’ ciò che mette le ali alla vita spirituale.

 

Paolo insegna come questo “audace soffio” viene dato, quando solennemente dichiara che non vuole che si trovi in lui una sua propria giustizia, o una santità basata sull’osservamza della legge, ma soltanto la giustizia che viene dalla fede in Cristo. (Fil. 3.5-10). Cristo, dice, ha voluto essere“la nostra giustizia, la nostra santificazione e la nostra redenzione” (1 Cor. 1:30). Lui è ”per noi”: pertanto, per qualunque intenzione o scopo, possiamo rivendicare la sua santità come nostra.

 

Insieme con questi mezzi fondamentali della fede e con i sacramenti anche l’imitazione, che consiste nello sforzo personale e nelle opere buone, deve avere un suo posto. Non come mezzi diversi e separati, ma come i soli mezzi adeguati per manifestare la fede, trasformandola in azione.

 

Quando Paolo scrive: “Perché questa è la volontà di Dio, la vostra santificazione,” è chiaro che intende precisamente questa santità che è il frutto di un impegno personale. E aggiunge, infatti, come per spiegare in che cosa consista la santificazione di cui parla: “che vi asteniate da ogni forma di immoralità; che ciascuno di voi sappia come controllare il suo corpo con santità e onore” (1 Tess. 4:3-9)

 

“Esiste soltanto una tristezza in questo mondo, ed è quella di non essere santi,” ha detto Leon Bloy, e Madre Teresa aveva ragione quando a un giornalista che le aveva improvvisamente chiesto come si sentiva quando veniva acclamata santa in tutto il mondo, rispose: “La santità non è un lusso; è una necessità.”

 

 

 

 

♦I santi seguono Gesù

P. Benedetto XVI

 

 

 

 

 

Testo © Mother Teresa Center of the Missionaries of Charity