Mother Teresa

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Canonizzazione della Beata Teresa di Calcutta 

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Tema per la Canonizzazione della Beata Teresa di Calcutta

 

MESSAGGERA DEL TENERO E MISERICORDIOSO AMORE DI DIO

La Canonizzazione di Madre Teresa ci invita a considerarla come una eroina cristiana, come un modello straordinario di vita cristiana. Il Concilio Vaticano Secondo in Lumen Gentium, dichiara, “Non veneriamo però la memoria degli abitanti del cielo solo per il loro esempio, ma più ancora perché l'unione della Chiesa nello Spirito sia consolidata dall'esercizio della fraterna carità (cfr. Ef 4,1-6). Poiché, come la cristiana comunione tra i cristiani della terra ci porta più vicino a Cristo, così la comunità con i santi ci congiunge a lui, dal quale, come dalla loro fonte e dal loro capo, promana ogni grazia e la vita dello stesso popolo di Dio”. (LG 50).

Il desiderio del Santo Padre è di includere la canonizzazione di Madre Teresa in questo Giubileo Straordinario della Misericordia, specialmente in occasione della celebrazione giubilare dei lavoratori e volontari della misericordia. L’intero pontificato di Papa Francesco è caratterizzato dall’attenzione e dall’amore verso gli ultimi, i più piccoli, gli abbandonati, gli emarginati, coloro che stanno alla periferia dell’ esistenza umana – i più poveri tra i poveri. Quanto giusta e adeguata è stata, dunque, la scelta di Madre Teresa come, se così può essere definita, la Santa di questo Giubileo!

Nell’intento di collocare Madre Teresa, con il suo messaggio e il suo esempio, direttamente ed esplicitamente nel contesto del Giubileo Straordinario della Misericordia, il tema scelto per la canonizzazione è stato, “Messaggera del Tenero e Misericordioso Amore di Dio”.

Al momento dell’Ispirazione (1946), Gesù rivelò a Madre Teresa il nome di quella comunità religiosa che le stava chiedendo di iniziare: Missionarie della carità. Madre Teresa lo tradusse “Messaggere dell’Amore di Dio.” Anche in questa sua interpretazione stava seguendo le istruzioni di Gesù che l’aveva invitata: “Vieni – vai in mezzo a loro (i poveri) – portami con te tra di loro.” In questo stesso modo avrebbe poi incoraggiato la sua famiglia religiosa ad essere fedele alla missione a loro affidata: “Portate Lui e la Sua luce nelle case dei poveri, specialmente alle anime più bisognose. Irradiate l’amore del Suo Cuore ovunque andiate”.

 

Il tema esprime anche tutte quelle particolari sfumature della carità che avrebbe fatto conoscere ai più poveri tra i poveri: la tenerezza dell’Amore Misericordioso di Dio per coloro che più ne hanno bisogno. Esortò le sue seguaci a “servire i poveri con un amore delicato e pieno di compassione.” Questo è il significato di “portare” l’amore di Gesù. Madre Teresa era assolutamente convinta che Gesù ama ciascuno di noi teneramente, con compassione e amore misericordioso e che vuole che ci amiamo l’un l’altro come Lui ci ama, con un amore tenero.” Ella insisteva dicendo che “l’amore non può rimanere stagnante. Deve fluire nell’azione, e quell’azione è il servizio”.

Il servizio che le Missionarie della carità offrono ai più poveri tra i poveri è ciò che tradizionalmente viene indicato come “opere di misericordia”. Il Catechismo della chiesa cattolica ci insegna che “Le opere di misericordia sono azioni caritatevoli con le quali soccorriamo il nostro prossimo nelle sue necessità corporali e spirituali. Istruire, consigliare, consolare, confortare sono opere di misericordia spirituale, come pure perdonare e sopportare con pazienza. Le opere di misericordia corporale consistono segnatamente nel dare da mangiare a chi ha fame, nell’ospitare i senza tetto, nel vestire chi ha bisogno di indumenti, nel visitare i malati e i prigionieri, nel seppellire i morti. Tra queste opere, fare l’elemosina ai poveri è una delle principali testimonianze della carità fraterna: è pure una pratica di giustizia che piace a Dio”. (2447)

All’avvicinarsi della canonizzazione di Madre Teresa, incoraggiati dal suo esempio e dal suo messaggio di un tenero e misericordioso amore di Dio, possa il nostro amore fluire in “un’azione intensa” e, come lei, possiamo “fare piccole cose ma con un amore straordinario”. Anche se non siamo chiamati a compiere esattamente ciò che Madre Teresa ha compiuto, siamo certamente chiamati a realizzare ciò che unicamente e singolarmente Dio affida a ciascuno di noi. Madre Teresa lo comprese perfettamente e per questo ripeteva spesso a coloro che desideravano seguire il suo esempio nel servizio dei poveri, “Quello che io faccio, tu non lo puoi fare: quello che tu puoi fare, io non lo posso. Ma insieme possiamo fare qualcosa di bello per Dio”.

Dal momento che la Chiesa vuole presentare Madre Teresa come un’icona dell’amore misericordioso del Padre in questo Giubileo Straordinario della Misericordia, vivamente speriamo che le sue parole e il suo esempio possano incoraggiare tutti noi a diventare servitori generosi e a irradiare “il volto” della misericordia di Dio su tutti coloro che ci avvicinano, cominciando nelle nostre famiglie. Come il volto di Madre Teresa irradiava il tenero e misericordioso amore di Dio, possiamo anche noi diventare sempre più il riflesso del suo amore misericordioso attraverso le nostre azioni.

P. Brian Kolodiejchuk, M.C.

Postulatore

25 marzo 2016

 


  Testo © Madre Teresa Centro delle Missionarie della Carità

  

  

 

 


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