The yearning of Gods people for holy priets -Mother Teresa . . .. . .. ..it may take e few minutes to down loadthr file

Lettera ai sacerdoti- Cardinale Cláudio Hummes

L‘Anno Sacerdotale per il L‘Anno Sacerdotale

Oh come il prete è grande!... Se egli si comprendesse....

Il Santo Padre annuncio a il L‘Anno Sacerdotale

Lettera per l'indizione dell'Anno Sacerdotale

Sacre Indulgenze

Adotta un Sacerdote

Veronica intercession for priests

Musica

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Madre Teresa parla ai sacerdoti

Che enorme potere che Dio ha dato ai sacerdoti

Madre Teresa risponde alle domande sul sacerdozio

Preghieri per i sacerdoti

Curato d'Ars, Giovanni Maria Vianney

Il popolo di Dio brama santi sacerdoti - Movimento Sacerdotale Corpus Christi

 

Vita e Messagio del Santo Curato de Ars

Vita del Santo Curato

IL MESSAGGIO DEL SANTO CURATO

- Una vita sotto lo sguardo di Dio -SAN GIOVANNI-MARIA VIANNEY [1786-1859]

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Nato l’8 maggio 1786 a Dardilly, vicino a Lyon, in una famiglia di agricoltori, Giovanni-Maria Vianney ebbe un’infanzia segnata dal fervore e dall’amore dei suoi genitori. La Rivoluzione francese influenzerà ben presto, tuttavia, la sua fanciullezza e adolescenza : farà la prima confessione ai piedi del grande orologio, nella sala comune della sua casa natale e non nella chiesa del villaggio, e ad impartire l’assoluzione sarà un prete « clandestino ».
Due anni più tardi arriverà il momento della prima comunione, questa volta in un granaio, durante una Messa clandestina, celebrata da un prete « refrattario » (che non aveva giurato fedeltà alla Rivoluzione). A 17 anni Giovanni-Maria decide di rispondere alla chiamata di Dio: « Vorrei guadagnare delle anime al Buon Dio », confiderà alla madre, Maria Béluze. Ma per due anni suo padre si oppone a questo progetto : c’è bisogno di braccia per mandare avanti il lavoro dei campi. 
Così è a 20 anni che Giovanni-Maria comincia a prepararsi al sacerdozio, presso l'abbé Balley, parroco d'Écully. le difficoltà che incontra contribuiscono a farlo crescere: passa dallo scoraggiamento alla speranza, si reca in pellegrinaggio a la Louvesc, sulla tomba di san Francesco Régis. È anche obbligato a disertare quando gli giunge la chiamata alle armi, per combattere nella guerra di Spagna. E tuttavia l’abbé Balley non manca costantemente di sostenerlo in tutti quegli anni di prove. Ordinato prete nel 1815, viene inviato come vicario ad Écully. 


http://www.arsnet.org/img-real/111b.jpgNel 1818 viene mandato ad Ars. Là risveglia la fede dei parrocchiani con la sua predicazione, ma soprattutto attraverso la preghiera e il suo stile di vita. Si sente povero di fronte alla missione da compiere, ma si lascia afferrare dalla misericordia di Dio. Restaura ed abbellisce la chiesa, fonda un orfanotrofio (“La Provvidenza”) e si prende cura dei più poveri.
Molto presto la sua fama di confessore attira da lui numerosi pellegrini che cercano il perdono di Dio e la pace del cuore. Assalito da molte prove e combattimenti spirituali, conserva il suo cuore ben radicato nell’amore di Dio e dei fratelli. La sua unica preoccupazione è la salvezza delle anime. Le sue lezioni di catechismo e le sue omelie parlano soprattutto della bontà e della misericordia di Dio. Sacerdote che si consuma d’amore davanti al Santissimo Sacramento, si dona interamente a Dio, ai suoi parrocchiani e ai pellegrini. Muore il 4 agosto 1859, dopo essersi votato fino in fondo all’Amore. La sua povertà era sincera e reale. Sapeva che un giorno sarebbe morto come “prigioniero del confessionale”. Per tre volte aveva tentato di fuggire dalla sua parrocchia, ritenendosi indegno della missione di parroco e pensando di essere più un impedimento alla Bontà di Dio che uno strumento del suo Amore. L’ultima volta fu meno di sei anni prima della morte. Fu ripreso nel mezzo della notte dai suoi parrocchiani che avevano fatto suonare le campane a martello. Ritornò allora alla sua chiesa e riprese a confessare, fin dall’una del mattino. Dirà il giorno dopo: “sono stato un bambino”. Alle sue esequie c’erano più di mille persone e tra esse il vescovo e tutti i preti della diocesi, venuti ad onorare colui che consideravano già il loro modello.
Beatificato l’8 gennaio 1905, nello stesso anno viene dichiarato “patrono dei preti francesi”. canonizzato nel 1925 da Pio XI (lo stesso anno di Santa Teresina del Bambino Gesù), nel 1929 sarà proclamato “patrono di tutti i parroci del mondo”. Il papa Giovanni Paolo II è venuto ad Ars nel 1986.
Oggi Ars accoglie ogni anno 450.000 pellegrini e il Santuario propone diverse attività. Nel 1986 è stato aperto un seminario, che forma i futuri preti alla scuola di Giovanni-Maria Vianney. Perché là dove passano i santi, Dio passa assieme a loro!

 

IL MESSAGGIO DEL SANTO CURATO

Il messaggio che oggi ci offre il Santo Curato d’Ars, riassunto in alcuni punti…
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Uomo di preghiera
Lunghi momenti di preghiera davanti tabernacolo, un’autentica intimità con Dio, un abbandono totale alla sua volontà, un volto trasfigurato…ecco quello che toccava il cuore di coloro che lo incontravano e che lasciava intravedere la profondità della sua vita di preghiera e della sua unione con Dio. Fu questa la sorgente di un’autentica amicizia con Dio e di una grande gioia : « Moi Dio, io vi amo, ed il mio unico desiderio è quello di amarvi fino all’ultimo sospiro della mia vita ». Tale amicizia sottintendeva una reciprocità: come due pezzi di cera, precisava Giovanni-Maria Vianney, che fusi insieme non possono più essere separati o identificati. La stessa cosa accade alla nostra anima con Dio, quando ci mettiamo in preghiera…
Al centro, l’Eucaristia celebrata ed adorata
« Egli è lì » esclamava il santo Curato, guardando il tabernacolo. Uomo dell’Eucaristia, celebrata ed adorata, affermava: « Non c’è niente di più grande dell’Eucaristia ». Ciò che maggiormente lo commuoveva era il constatare che Dio era lì, per noi, presente nel tabernacolo : « Egli ci attende ! ». La coscienza della presenza reale di Dio nel Santissimo Sacramento costituì per lui la più grande grazia e la più grande gioia. Donare Dio agli uomini e gli uomini a Dio : ecco perché il sacrificio eucaristico divenne ben presto il cuore delle sue giornate e della sua pastorale.
Assillo per la salvezza degli uomini
Questa espressione riassume più di ogni altra ciò che è stato il Santo Curato nei suoi 41 anni di presenza ad Ars. Egli era assillato dalla sua salvezza e da quella degli altri, in modo particolare di quelli che gli erano stati affidati e di quelli che venivano a lui. Come curato, Dio “me ne domanderà conto”, diceva. Che ognuno potesse gustare la gioia di conoscere Dio e di amarlo, di sapere che Egli ci ama…ecco la ragione dell’opera instancabile di Vianney.
Martire del confessionale
A partire dal 1830 migliaia di persone verranno ad Ars per confessarsi dal santo Curato. Nell’ultimo anno della sua vita saranno più di centomila… Inchiodato fino a 17 ore al giorno al suo confessionale, per riconciliare gli uomini con Dio e tra di loro, egli fu, come ha sottolineato Giovanni Paolo II, un autentico martire del confessionale. Afferrato dall’amore di Dio, stupito davanti alla vocazione dell’uomo, aveva coscienza della follia che consisteva nel volere essere separati da Dio. Per questo desiderava che ognuno fosse libero di poter gustare l’amore di Dio.
Al cuore della sua parrocchia, un uomo caritatevole
“Nessuno può immaginare quello che il Santo Curato ha fatto dal punto di vista sociale”, afferma uno dei suoi biografi. Vedendo in ogni suo fratello la presenza del Signore, egli non era mai stanco di soccorrere, aiutare, consolare le sofferenze e le ferite, al fine di permettere ad ognuno di essere libero e felice. Orfanotrofio, scuole, attenzione ai più poveri e ai malati, costruttore infaticabile…nulla gli sfugge. Accompagna le famiglie e cerca di proteggerle da tutto quello che può distruggerle (alcool, violenza, egoismo…). 
Al cuore del suo villaggio egli si fa carico dell’uomo in tutte le sue dimensioni (umana, spirituale, sociale).
Patrono di tutti i parroci del mondo
Beatificato nel 1905, nello stesso anno – il 12 aprile – verrà dichiarato da san Pio X patrono dei preti francesi. Nel 1929, quattro anni dopo la sua canonizzazione, il Papa Pio XI lo proclamerà “patrono di tutti i parroci del mondo”. Il papa Giovanni Paolo II non si esprimerà diversamente quando ricorderà per tre volte che: “il Curato d’Ars rimane per tutti i paesi un modello senza pari per quanto riguarda il compimento del ministero e la santità del ministro”. “Oh, il prete è qualcosa di grande!”, affermava Giovanni-Maria Vianney, perché può donare Dio agli uomini e gli uomini a Dio: egli è il testimone della tenerezza del Padre verso ognuno e un artigiano di salvezza.
Il Curato d’Ars, un grande fratello nel sacerdozio, al quale ogni prete del mondo può venire ad affidare il suo ministero e la sua vita sacerdotale.
Un appello universale alla santità
“Io ti indicherò la via del Cielo” aveva risposto al piccolo pastore che gli aveva mostrato la strada che portava ad Ars, cioè “ti aiuterò a diventare un santo”. “Là dove passano i santi, Dio passa assieme a loro”, preciserà più tardi. Egli invita dunque ognuno a lasciarsi santificare da Dio, ad accogliere i mezzi che gli vengono offerti per questa unione con Dio, che inizia quaggiù e dura per tutta l’eternità.

(www.arsnet.org)