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Ora che la nostra attesa sta per essere appagata, infondi su di noi il tuo amore, o Signore.
Tu che nell’annunzio dell’angelo ci hai rivelato l’incarnazione del tuo Figlio, per la sua passione
e la sua croce guidaci alla gloria della resurrezione. Per il nostro Signore Gesù Cristo che vive e regna con Te,
in unione con lo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Dio si è fatto uomo. Si è fatto bambino. In questo modo adempie la grande e misteriosa promessa di
essere l’Emanuele: “il Dio con noi”. Ora non è più irraggiungibile per alcuno. Dio è l’Emanuele. Con il suo farsi
bambino ci offre la possibilità di trattarlo con familiarità. A questo proposito mi ricordo di un racconto rabbinico
riportato da Elie Wiesel. Racconta di Jehel, un piccolo ragazzo che entra correndo nella stanza del nonno, il famoso
Rabbino Baruch. Lacrime scendono copiose sulle sue guancie. E singhiozza, “Il mio amico non vuole più saperne di me.
Si sta comportando in un modo veramente ingiusto e meschino.”"Va bene, ma potresti spiegarmi un po’ meglio ciò che
è accaduto?” Chiede il maestro. “Sì,” risponde il ragazzo. “Stavamo giocando al nascondiglio. Mi sono nascosto così bene
che non è riuscito a trovarmi. Così lui ci ha rinunciato ed è andato a casa. Non è questo un comportamento meschino?”
Il più eccitante nascondiglio ha perso la sua emozione perchè l’altro ha smesso di giocare. Il maestro accarezza il volto del ragazzo.
E’ lui ora ad avere lacrime nei suoi occhi. E dice, “Sì, questo non è onesto. Ma guarda, ci comportiamo allo stesso modo con Dio.
Lui si nasconde e noi non lo cerchiamo. Immagina! Dio si nasconde e noi, sue creature, non ci prendiamo la briga di cercarlo.”
In questo breve racconto un cristiano dovrebbe essere capace di trovare la chiave dell’antico mistero del Natale. Dio si nasconde.
Rimane in attesa che la sua creazione esca a cercarlo, rimane in attesa dell’evento di un nuovo e libero “Sì”, che possa far rinascere
l’amore dalla sua creazione, come una realtà completamente nuova. Sta aspettando l’uomo. (Papa Benedetto XVI)

Accendiamo la quarta candela, per ricordare che DIO E’ AMORE, che Dio ci ha creato per amore e ci ha redento per amore,
e vuole ora nascere nei nostril cuori.

Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: “Sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a
vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe, suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di
licenziarla in segreto. Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse:
“Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perchè quel che è generato in lei viene dallo
Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati.”
Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco,
la Vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa, Dio con noi.
Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.”
(Mt 1:18-24)

"A Natale Cristo viene a noi come un bambino piccolo e indifeso, bisognoso di tutto ciò che l’amore può offrire."
"Siamo pronti per riceverlo? Prima della nascita di Gesù, i suoi genitori cercarono un semplice luogo dove alloggiare,
ma non lo trovarono Se Maria e Giuseppe venissero ancora a cercare una casa per Gesù,
sceglierebbero il vostro cuore e tutto ciò che contiene?”

"Preghiamo di poter ricevere Gesù a Natale non nella fredda mangiatoia di un cuore egoista,
ma in un cuore colmo di amore, compassione, gioia e pace, un cuore riscaldato dall’amore reciproco.
(Santa Teresa di Calcutta)

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