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in questa terza domenica di Avvento, la liturgia ci invita alla gioia dello spirito.
Lo fa con la famosa antifona che riecheggia l’esortazione dell’Apostolo Paolo: “Gaudete in Domino",
"Rallegratevi sempre nel Signore...il Signore è vicino" (cf. Fil. 4: 4, 5). Anche la prima lettura della Messa
è un invito alla gioia. (P. Benedetto XVI)

Si rallegrino il deserto e la terra arida, esulti e fiorisca la steppa: Come fiore di narciso fiorisca;
si canti con gioia e con giubilo...Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi.
Allora lo zoppo salterà come un cervo, griderà di gioia la lingua del muto...Ritorneranno i riscattati dal Signore
e verranno in Sion con giubilo; felicità perenne splenderà sul loro capo; gioia e felicità li seguiranno
e fuggiranno tristezza e pianto. (Is 35:1-6a, 10)

Nel Vangelo leggiamo, "Chi sei tu?" la gente chiede a Gesù. Oggi ancora gli rivolgono la stessa domanda,
"Chi sei tu?" Anche i discepoli di Giovanni vennero a chiedere a Gesù, “Sei tu il Messia o dobbiamo attenderne
un altro? La Sacra Scrittura ci dice che Gesù rispose loro dicendo, “Andate e riferite a Giovanni; i ciechi vedono,
gli storpi camminano, i muti parlano, i lebbrosi sono guariti, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella.”
Noi facciamo lo stesso lavoro...attraverso le nostre opere rendiamo ancora viva la presenza di Gesù nel mondo di oggi.
Proclamiamo che Gesù è il Cristo, il Messia e che è tra di noi. La gente continuava a chiedere, “Chi sei tu?” ma Gesù non
rispose loro direttamente. Proclamò la buona novella e la gente incontrò Dio. Videro l’amore di Dio in azioni concrete!
(Madre Teresa)

"La gente ha fame di Dio e i giovani vogliono vedere l’amore di Dio in azioni concrete.” (Madre Teresa)

Pertanto è un’occasione meravigliosa per voi e per noi tutti poter soddisfare quella fame. Non con parole,
ma con quello che siamo per loro, in modo che possano vedere in noi l’amore di Dio, che possiamo diventare
per loro il riflesso dell’amore di Dio, la speranza di vita eterna, la fiamma ardente del suo amore. (Madre Teresa)
La gioia che la liturgia riaccende nei cuori dei cristiani non è soltanto per noi: è una proclamazione profetica rivolta
all’umanità intera e, in modo particolare, ai più poveri tra i poveri, in questo caso, i più poveri in quanto alla gioia! 
L’invito alla gioia non è un messaggio alienante e nemmeno futile o paliativo, ma al contrario, è una profezia di salvezza,
un’istanza di liberazione che inizia con un rinnovamento interiore. 
Per trasformare il mondo, Dio ha scelto un’umile e giovane donna da un villaggio della Galilea, Maria di Nazaret,
mettendola alla prova con questo saluto: “Ave, piena di grazia, il Signore è con te.” In queste parole si nasconde il segreto
di un autentico natale. Dio le ripete alla sua chiesa e a ciascuno di noi: “Rallegrati, il Signore è vicino!” Con l’aiuto di Maria
offriamo noi stessi con umiltà e coraggio, in modo che il mondo possa accettare Cristo, che è la sorgente della vera gioia.
(Papa Benedetto XVI)

Rendici degni, o Signore, di servire i nostril fratelli in tutto il mondo che vivono e muoiono in povertà e fame.
Dà loro, quest’oggi, attraverso le nostre mani, il loro pane quotidiano e, con il nostro amore comprensivo, dà pace e gioia.
Amen 

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