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“La santità non è un lusso per pochi. E’ un semplice dovere per te e per me.’’ - Madre Teresa

         

Madre Teresa si rivolse ai collaboratori dei Cavalieri di Columbus durante la sua visita al Concilio Supremo in New Haven il 16 di giugno

 

Chiediamo alla Madonna di darci il suo coure così bello, così puro, così immacolato, così pieno di amore e umiltà, in modo che possiamo essere capaci di ricevere Gesù nel Pane della Vita, di amarlo come lei lo ha amato, e di servirlo sotto le sembianze sfigurate dei più poveri tra i poveri. Io e tutte le nostre Missionarie della Carità vi siamo estremamente grate per il bellissimo regalo che abbiamo ricevuto, e vi chiediamo di pregare per noi e per il nostro lavoro con i più poveri tra i poveri. Nel Vangelo leggiamo che Dio ha amato il mondo così tanto da dare Gesù alla purissima Vergine Maria. E lei, nel ricerverlo, si recò a servire nella casa della sua cugina Elisabetta, che era incinta. E qualcosa di veramente strano accadde lì: il bambinetto non ancora nato nel grembo di Elisabetta, sobbalzò di gioia all’arrivo di Maria. E’ veramente strano che Dio abbia usato un bambino non ancora nato per proclamare la venuta di Cristo. Sappiamo quanta inquietudine oggi circondi il bambino non ancora nato. La stessa madre uccide il suo piccolo, il piccolo non ancora nato. Ma quel bambino è stato creato per cose più grandi: per amare ed essere amato, creato ad immagine di Dio, una creatura meravilgiosa per cui Gesù è morto in croce. Quel piccolo è distrutto dalla sua stessa madre. L’aborto oggi giorno è diventato il più grande distruttore dell’amore e della pace. Gesù è venuto a darci la buona notizia e per rendere più facile per noi amarci l’un l’altro. Gesù ha detto, “Qualsiasi cosa facciate al più piccolo dei miei fratelli, l’avete fatta a me. Se date una goccia d’acqua ai miei fratelli, l’avete data a me. Se riceverete un piccolo, voi riceverete me.” E quando moriamo e ritorniamo a casa da Dio, saremo giudicati su quanto abbiamo fatto l’uno all’altro. E Lui ci dirà, “avevo fame e tu mi hai dato qualcosa da mangiare; ero nudo e tu mi hai vestito. Ero senza casa e tu mi hai aperto la tua porta. Vieni, sii benedetto nella casa del Padre. Che cosa meravigliosa pensare che quando ci amiamo l’un l’altro stiamo amando Lui, nel fare piccole cose l’uno all’altro. Perhè oggi, la fame non è soltanto per un pezzo di pane, la fame è per amore, per la Parola di Dio. La nudità non è soltanto per la mancanza di un vestito, ma anche per la perdita di quella bellissima virtù- la purezza. Quando la purezza non è più casta, quando la verginità non è più vergine, che perdita di quel belllissimo dono di Dio! Essere senza casa non è soltanto non avere una abitazione fatta di mattoni, ma è anche sentirsi rifiutato, non voluto, non amato dalla società. E Gesù ha detto, “qualsiasi cosa tu fai per loro, tu la fai per me”. E questo è il motivo per cui le nostre sorelle e i nostri fratelli e anche altre persone, hanno consacrato le loro vite per vedere Cristo nei più poveri tra i poveri, nei trascurati, nei non amati – uomini, donne e bambini che hanno dimenticato che cosa sia l’amore, che cosa si provi quando ci si sente amati. Un giorno stavo camminando per le strade di Londra vicino a dove le nostre sorelle lavoravano e ho visto un uomo che stava seduto, dall’aspetto veramente miserevole. Mi sono avvicinata a lui e gli ho stretto la mano, e lui alzò gli occhi per guardarmi e disse, “E’ passato così tanto tempo dall’ultima volta che ho sentito il calore di una mano.” Sorrise e disse che in quella stretta di mano aveva sentito il calore dell’amore, il calore di qualcuno che lo amava, che gli aveva parlato. Questa è una cosa talmente piccola, ma mi chiedo se questo amore sia presente nella vostra vita, nella vostra stessa famiglia. Voi sapete che le famiglie che pregano insieme rimangono unite. E se rimanete unite, vi amerete l’un l’altro come Dio ama ciascuno di voi. Questo è il motivo per cui dovete insegnare i vostri bambini a pregare e voi stessi dovete pregare con loro. Pregate sempre insieme. Vedo che qui avete una bellissima cappella. Chiedete al vostro sacerdote di darvi la possiblità ogni giorno di sperimentare la gioia dell’adorazione, di darviGesù. Potrete ricevere così tanti doni da Dio. Nella nostra congregazione, abbiamo adorazione ogni giorno. Quando guardate alla croce, voi capite quanto vi ha amati a quel tempo. Quando guardate al tabernacolo, vi accorgete di quanto vi ami ora. Per questo chiedete al sacerdote di darvi questa possibilità, più o meno una mezz’ora ogni giorno, prima che ritorniate a casa. Fate di tutto per poter stare insieme, per pregare insieme. Voi tutti, qui riuniti, siete come una grande famiglia. Pregate insieme. Potrete ottenere molte grazie per questa bellissima città dove c’è tanta sofferenza, tanto dolore. Molte persone qui sono affamate di amore, affamate della Parola di Dio, e voi potete essere quel amore, quella compassione. Sono molto grata ai Cavalieri di Columbus per ciò che si sono offerti di fare per noi, condividendo il loro amore per Gesù. Normalmente non chiedo mai alle persone di fare per me questo o quello; ma dico loro, “voglio farvi un regalo.” E loro mi rispondono, “Madre Teresa, che regalo ci puoi fare?” Io replico loro, “Voglio darvi l’opportunità di fare qualcosa per i poveri.” Forse alcuni di voi non possono andare direttamente dai poveri, ma con il vostro lavoro potete avvicinarvi ai più poveri tra i poveri. Noi ci prendiamo cura dei malati e dei moribondi, degli storpi, dei malati mentali, dei lebbrosi. E ora, qui a New York, in Manhattan, abbiamo una casa – un dono d’amore per le vittime del AIDS. E sapete, numerosi giovani sono già venuti da noi, e sono morti in un modo meraviglioso. Credo che morire in pace con Dio sia il più grande avvenimento per una vita umana, e questo è quello che vediamo in questi giovani che muoiono di quella malattia che fa a tutti tanto paura. In New York abbiamo quella casa e abbiamo anche una grande mensa popolare. Vi invitiamo a venire e a condividere con noi la gioia di amare. Venite e vedete e non abbiate paura di condividere quella gioia di amare. Qualche tempo fa, una coppia induista è venuta a trovarmi nella nostra casa in India, e ci ha portato una grande offerta in denaro. Ho chiesto loro, “Come mai ci portate tanto denaro?” Ed essi mi hanno risposto, “Perchè abbiamo saputo che a Calcutta voi cucinate per 9,000 persone ogni giorno.” E io ho detto, “Ma da dove avete raccolto tutto quel denaro?” Ed essi mi hanno risposto,”Due giorni fa ci siamo sposati e abbiamo deciso di non comprare nulla, ma di donare a voi i nostri soldi.” Sono rimasta veramente sorpresa perchè nel nostro paese non si usa fare questo. Ancora ho chiesto loro, “Ma perchè avete deciso di fare questo?”Risposero,”Madre, ci amiamo così tanto che abbiamo voluto condividere con gli altri questa gioia di amare.” Ora vi chiedo, quando siete liberi, non necessariamente di venire in una delle nostre case, ma di recarvi in uno dei tanti posti dove poter condividere la gioia di amare, forse soltanto regalando un sorriso, leggendo qualcosa ad una persona cieca – soprattutto e prima di tutto nella vostra famiglia, con il vostro padre e la vostra madre, con il vostro bambino handicappato. Fate sì che l’amore possa cominciare proprio nella vostra casa. Non dimenticherò mai l’esperienza vissuta in Venezuela, con una famiglia che ci ha donato un pezzo di terreno con una casa. Ho visto che in quella famioglia c’era un bambino handicappato e ho chiesto alla madre, “Come lo chiamate?” E lei rispose, “Il nostro Maestro d’amore, questo è come lo chiamiamo.” “Meraviglioso. Lasciate che continui a insegnarvi l’amore,” ho detto. Anche voi qui potete portare questa tenerezza nella vostra propria famiglia. Sì, la sofferenza non mancherà, ma non dimenticate che Dio vi ama teneramente e che la soffrenza è un condividere la Passione di Cristo. Ho incontrato una donna moribonda che stava soffrendo enormemente a causa di un tumore. Le ho detto, “Questo terribile dolore è un bacio di Gesù, è il segno che ti sei talmente avvicinata a Gesù sofferente sulla croce, che ti può baciare.” E lei alzando le sue mani, disse, “Madre Teresa, dì a Gesù di smettere di baciarmi!” Forse, nella nostra debolezza umana, non possiamo che ripetere queste parole, ma non dimentichiamo che la sofferenza è un bacio, una meravigliosa opportunità di condividere con Cristo la gioia di amare. Pregherò per voi tutti qui, collaboratori dei Cavalieri di Columbus, affinchè attraverso il vostro amore reciproco, attraverso questo lavoro che vi è stato affidato, possiate irradiare la gioia di amare, irradiare la presenza di Cristo e crescere in santità. La santità non è un lusso per pochi. E’ un semplice dovere per te e per me. Cercate di mantenere unita la vostra famiglia. Fate sì che pace, gioia,unità e amore vi siano sempre presenti. Portate la preghiera, portate il Rosario nelle vostre famiglie. Portate la Consacrazione al Sacro Cuore nelle vostre famiglie e scoprirete l’amore, la gioia e la presenza di Cristo direttamente nel vostro cuore e nel cuore della vostra famiglia. E pregate per noi mentre continuiamo il nostro lavoro. Come sapete, noi abbiamo consacrato le nostre vite per portare l’amore e la compassione di Dio ai più poveri tra i poveri, alle persone che non hanno niente e che non hanno nessuno. Le nostre sorelle sono ormai presenti in tutto il mondo – Dio ci ha benedetto con numerose vocazioni. Spero che qualcuno dei vostri figli e delle vostre figlie si unirannno ai Missionari della Carità per dare quel amore e quella gioia a molte più persone.

 

Grazie..

Parole di Madre Teresa © Mother Teresa Center of the Missionaries of Charity

First published by the http://www.kofc.org/un/eb/en/columbia/detail/2010_07_teresa.html

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                             
 
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